Sicuramente è davvero presto per poter parlare delle scelte migliori e peggiori del Draft 2015. Possiamo parlare del rapporto tra potenzialità e qualità di un giocatore e numero di selezione siano favorevoli teoricamente, ma ad ora sarebbe impossibile stabilire chi ha fatto l’affare e chi ha sprecato un’opportunità davvero importante. Ovviamente possiamo dire che un Justise Winslow con la decima scelta è un’ottima presa, sempre potenzialmente per i Miami Heat, ma dall’altro lato, non possiamo sicuramente dire che quella dei Pistons (Stanley Johnson) fosse la scelta perfetta. Potrebbe rivelarsi così come no, ma a differenza di Miami, i Pistons potrebbero avere qualcosa da rimproverarsi nel futuro. Non che debba succedere, ma una squadra ha scelto cosa doveva scegliere praticamente per forza, e una ha scelto confidando in un giocatore che fino a quel momento non era sembrato quello giusto per l’ottava scelta.
Il bello della NBA, però, è che basta che qualcuno metta piede sul parquet per scombussolare qualunque previsione, teoria o ideale che chiunque si sia creato su giocatori o squadre. Stanley Johnson, prodotto degli Arizona Wildcats, ha mostrato di avere gli attributi, e di poter reggere sia fisicamente che tecnicamente il livello NBA durante queste prime partite di Summer League, come riporta Joel Brigham di Basketball Insiders. La sua durezza, sia mentale che fisica, hanno impressionato non soltanto l’intero pubblico NBA, ma anche il suo allenatore Stan Van Gundy.
“Non penso che Stan avrebbe mai preso qualcuno debole”, ha detto Johnson, “non permetterò a nessuno di sbattermi sul parquet soltanto perché ho 19 anni e sono un rookie alle prime esperienze. Nessuno non mi rispetterà, non tollero quel genere di cose. Ho fatto alcuni errori stupidi, devo migliorare sicuramente, ma mi voglio guadagnare rispetto e lo sto facendo, a partire dalla Summer League.”
Il prodotto dei Wildcats, ora giocatore dei Pistons, dunque, sembra davvero convinto di poter essere decisivo anche al livello successivo. Vedremo come verrà inserito da Van Gundy nel sistema di Detroit.
Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa
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