Home NBA, National Basketball AssociationClippers, Austin Rivers deve dimostrare il suo valore

Clippers, Austin Rivers deve dimostrare il suo valore

di Luigi Ercolani
Austin Rivers

È di qualche giorno fa la notizia che Austin Rivers ha raggiunto l’accordo per continuare giocare nei Los Angeles per i prossimi due anni a 6.4 milioni di dollari. Il prodotto di Duke sarà allenato ancora da suo padre Doc, che salvo colpi di scena resterà nel futuro prossimo il punto di riferimento della dirigenza californiana (ha infatti il doppio ruolo di allenatore e presidente del club).

Come ha ricordato nel suo articolo Nate Head di Clipperholics, la  storia dell’ ex – Blue Devil è in sé particolare. Il ragazzo, del quale si diceva un gran bene fin dagli anni della high school, optò per Durham per la propria esperienza universitaria, ma rimase al college solo un anno, per poi tentare immediatamente il salto nei professionisti. La scelta lasciò perplessi numerosi addetti ai lavori: il ragazzo non aveva infatti impellenti necessità di guadagno, e dunque sarebbe potuto rimanere sotto la guida illuminata di Mike Krzyzewsky ancora per altri tre anni, allo scopo di migliorare il proprio gioco e aumentare le proprie abilità.

Fatto sta che Austin fu selezionato al numero 10 del primo giro del Draft 2012 e si accasò agli Hornets, sotto coach Monty Williams che come il padre proveniva dalla scuola Spurs ed era stato un point man di discreto livello. Il figlio d’arte era stato lanciato proprio come cambio delle guardie, con l’intento forse di farne se non il nuovo Eric Gordon quantomeno una shooting guard di alto livello, e d’altronde il pick alto giustificava ampiamente la scelta. Peccato che nel complesso questa situazione non abbia pagato i suoi dividendi come ci si auspicava, e così lo scorso 16 gennaio Austin si è accasato alla corte del padre Doc. Il quale lo ha fatto iniziare come “2” per poi spostarlo come “1”.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: sulla Costa Ovest la media punti del pargolo è salita da 6.8 a 7.1 punti a partita, per poi toccare gli 8.4 durante la off season. Segno evidente che ha beneficiato nell’ avere la palla in mano più spesso e nel mettere in ritmo i compagni, oltre che nelle caratteristiche del gioco di squadra dei Clippers, che sfruttano la transizione rapida consentendo a Rivers (Austin) di mettere in mostra la propria velocità.

Vedremo cosa succederà l’anno prossimo, quando i bianco – rosso – azzurri saranno ancora una importante contender, specie con le recenti aggiunte di Josh Smith e Paul Pierce (che torna nella sua città natale). Sarà fondamentale, per arrivare fino in fondo, anche l’apporto delle seconde linee, e tra queste c’è anche Austin Rivers. Che deve continuare a dimostrare il proprio valore (magari anzi migliorando ulteriormente), e la bontà delle scelte fatte. Sue e delle franchigie che su di lui hanno investito.

 

Per NBA Passion,

Luigi Ercolani

You may also like

Lascia un commento