Sul fatto che sia il GOAT di questo sport ci sono pochi dubbi ma, a quanto pare, Michael Jeffrey Jordan può anche essere considerato il ROAT, ossia il “Richest Of All Time”.
Sì, perché Jordan è sempre stato un grande business oltre che un cestista, il giocatore che ha rivoluzionato il modo di intendere l’NBA, dentro e fuori dal campo.
Le cifre accumulate nel tempo dallo storico 23 dei Bulls sono da capogiro, tanto da consentire alla rivista ‘Forbes’ di inserirlo nella classifica dei miliardari ad inizio anno. Ma di quanti soldi parliamo esattamente?
Citato in giudizio a causa di uso improprio della sua immagine in una pubblicità di una sua catena di negozi ormai fallita, i legali di Jordan, come da pratica, hanno dovuto riportare il resoconto dei guadagni racimolati dal proprio assistito nel corso degli ultimi 15 anni.
Ebbene, secondo quanto riporta il Chicago Tribune, dal giorno del suo ritiro ad oggi circa (senza considerare la parentesi con i Wizards), Jordan ha guadagnato la bellezza di 536 milioni di dollari soltanto dai contratti legati agli sponsor: ovviamente, gli introiti maggiori sono legati al marchio della Nike che, tra il 2000 e il 2012, gli ha corrisposto ben 480 milioni di dollari, cui vanno aggiunti i 18 milioni provenienti dalla Gatorade, i 14 milioni della Hanes and Upper Deck e i 10 milioni della XEL, azienda che ha sviluppato un profumo con il suo nome impresso sulla confezione.
536 milioni di dollari in 12 anni, circa 44 milioni l’anno: il doppio di quello che percepisce LeBron James dai Cleveland Cavaliers, per intenderci.
Questi conti, ovviamente, non considerano neanche lontanamente i profitti che Jordan ottiene dalle altre attività che egli stesso possiede, una su tutte i Charlotte Hornets, società valutata 725 milioni di dollari, senza contare nemmeno l’accordo stipulato dal 2012 con la 2KSports per i diritti d’immagine in NBA2K.
Inarrestabile in campo e macchina macina-soldi fuori dal campo: è questo il breve riassunto che potremmo fare per descrivere al meglio ciò che Michael Jordan effettivamente è stato e continua ad essere.
Per NBAPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)


