Dopo l’epica impresa messa a segno contro la Spagna ci si aspettava un’altra gara tosta e non adatta ai deboli di cuore contro la Germania, la rivale di sempre (ricordate i precedenti nel calcio?). E così è stato per l’Italia di coach Simone Pianigiani, che come già successo nei casi sopracitati non ha lasciato scampo alla banda teutonica, vincendo 89-82 e staccando così il pass per gli ottavi di finale di EuroBasket.
Un successo maturato all’over time, sofferto, ma frutto di una prestazione tutto cuore e piena di determinazione per gli azzurri che hanno mostrato un’inossidabile forza di volontà. Ancora decisivi, inevitabilmente, i giocatori NBA. Andrea Bargnani ha dato il suo apporto in attacco (17 punti) ma soprattutto in difesa, riuscendo a tener testa egregiamente ad un cliente non facile dal nome di Dirk Nowitzki. Fondamentale il killer instinct e l‘orgoglio di Marco Belinelli, con la tripla dall’arco che ha lanciato la squadra sul + 5 e ha dato una mazzata psicologica agli avversari. E che dire di Danilo Gallinari, ancora una volta protagonista di una prova stellare. 25 punti e 9 rimbalzi a referto per l’ala dei Denver Nuggets: da segnalare il tiro del 76-76 ai regolamentari e lo step back nel supplementare. Un giocatore fantastico, i cui aggettivi per definirlo stanno ormai terminando. Degni di nota anche le prestazioni di Alessandro Gentile ( sembra un veterano a 22 anni!) e Pietro Aradori, l’uomo che non ti aspetti, capace di dare una grossa mano specialmente nella retroguardia. La scelta di puntare molto su l’ex Cantù da parte di Pianigiani è stata premiata.
Coraggio e attributi (come si suol dire), due fattori che hanno prevalso su una Germania arcigna, mai doma grazie ad un Dennis Schroeder scatenato. Il playmaker degli Atlanta Hawks è stato lo ‘sturm und drang‘ della formazione guidata da Chris Fleming, seminando lo scompiglio nella difesa azzurra con le sue penetrazioni e con i vari giochi a due con i lunghi. 29 punti, 4 rimbalzi e 7 assist per il Rondo tedesco, (così definito dai reporter americani) che ha visto il suo contributo venir vanificato dall‘entusiasmo e la lucidità dell’Italia nei momenti chiave, come è stato anche nel caso di Nowitzki (14 punti e 10 rimbalzi con un brutto 0/4 da tre).
Prima degli schemi e degli accorgimenti tattici servivano nervi saldi e una voglia di rivalsa superiore a quella che ha consentito di battere gli iberici precedentemente. Ed ora bisogna cavalcare quest’onda di felicità e soddisfazione in vista del match contro la Serbia, a qualificazione già acquisita, per cercare di accaparrarsi un piazzamento migliore. Il sogno continua.
Per NBA Passion,
Olivio Daniele Maggio (@daniele_maggio on Twitter)


