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Hornets, Batum su Parigi: “Teniamo la testa alta, rimarremo forti”

di Giulio Scopacasa
Mondiali FIBA 2019: finalmente Nicolas Batum non deve prendersi sulle spalle tutto l'attacco francese

Venerdì notte si sono affrontati gli Hornets e i Bulls allo United Center. Chicago ha avuto la meglio sulla squadra del  North Carolina. Nicolas Batum ha segnato 28 punti, raccolto 8 rimbalzi e smistato 2 assists. Però per lui, e non solo, quella notte è stata una notte particolare. Parigi era sotto attacco e il giocatore francese ha giocato una partita in condizioni psico-fisiche non ottimali dopo ciò che aveva appreso essere avvenuto nelle ore precedenti. La sorella del giocatore vive vicino allo stadio a Parigi, evacuato durante la partita amichevole di calcio tra Germania e Francia. Immediatamente ha cercato di contattarla per sapere come stesse e, fortunatamente, era tutto okay. Nelle ore successive, la situazione nella capitale francese è peggiorata, nuovi attacchi, nuove esplosioni e nuovi attentati hanno colpito alcune zone della città. Ostaggi presi e vite sprecate sono diventate l’ordine del giorno nella notte tra il 13 e il 14 novembre 2015. Proprio rispetto alla questione si è espresso Nicolas Batum:

“Fino all’ultimo minuto prima della partita ero al telefono, le mie sorelle vivono vicino a una zona dove ci sono stati degli attacchi, ho la famiglia in Francia. Ho gli amici a Parigi, e la prima cosa che ho fatto dopo che sono tornato nello spogliatoio a fine partita è stato controllare il mio telefono di nuovo per vedere se era tutto a posto. In ogni caso è stata una giornata durissima, ed è ancora durissima per tutti noi.”

Non c’è bisogno di dirlo, ma in quel momento, il basketball è diventato un’attività secondaria per tutti, soprattutto per Batum che, in ogni caso, ha deciso di utilizzare la propria performance per rendere fiera di lui la propria famiglia oltreoceano.

“Ho pensato soltanto alla partita, volevo fare una buona prestazione per mostrare a tutti alla mia maniera che siamo forti.”

L’ala degli Hornets non era l’unico giocatore in campo allo United Center ad avere la famiglia residente in Francia. Anche Joakim Noah, prima e dopo la partita, si è preoccupato di avere costanti notizie della propria famiglia. Quando si sono incontrati al centro del campo la prima cosa che si sono chiesti è stata se le rispettive famiglie stessero bene o meno.

“Non so bene esattamente cosa sia successo,” ha detto Noah dopo la partita, “mi informerò, ma so che è davvero triste cosa sta succedendo li. Molte persone sono morte senza un motivo.”

Anche Nicolas Batum ha parlato non soltanto della propria famiglia ma degli attacchi in generale, con la tristezza e la delusione di un cittadino del mondo qualunque.

“Ho avuto la possibilità di sentire la mia famiglia e stanno bene, ma per molti altri non è così, hanno perso qualcuno. Per nulla, senza motivo. Le persone stavano guardando una partita di calcio, erano ad un concerto o ad un ristorante, e sono state uccise. Ho parlato con mia sorella ed alcuni amici. Tutti stanno bene, ma sono e siamo scioccati. Mi hanno raccontato che sembrava esserci la guerra a Parigi. Tutti fuori di casa. La polizia, l’esercito, è difficile immaginarlo, dato che ho visto i numero, prima c’erano quaranta morti e poco dopo ce n’erano 120. È stato davvero tristissimo ma, come ho detto, siamo forti e duri, e continueremo a esserlo. Resteremo forti. Piangeremo chi abbiamo perso questa notte, ma dobbiamo restare forti, restare a testa alta ed andare avanti, mostrando che siamo migliori di loro.”

Ovviamente, il mondo del basket ha il cuore rivolto a questa tragedia. #PrayForParis


Per NBAPassion.com
Giulio Scopacasa

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