Il record degli Houston Rockets del 94-95 è sempre più vicino, con la vittoria contro i Chicago Bulls della scorsa notte infatti i Golden State Warriors sono arrivati alla 14esima vittoria consecutiva dall’inizio della stagione, a solo una vittoria dal pareggiare il record.
Le aspettative non erano delle migliori, i Warriors infatti giocavano in back to back contro una delle squadre più forti dell’Est seppur non al completo, vista l’assenza di Aaron Brooks e soprattutto della stella Derrik Rose. Come se non bastasse la franchigia californiana ha dovuto affrontare nella notte tra giovedì e venerdì un’altra delle principali contender, i Los Angeles Clippers, portando a casa una vittoria maturata in un incredibile quarto quarto dopo esser stati sotto anche di 23 punti.
Così come contro LA anche il primo quarto della scorsa notte non è stato brillantissimo soprattuto dal punto di vista difensivo. Questa è infatti l’unica critica che in questo momento si può fare ad una squadra quasi perfetta. A proposito sono molto interessanti le dichiarazioni dell’interim coach Walton:
“ I problemi sono due. In primis il fatto che tutti vogliono batterci e di conseguenza cominciano le partite come fossero ai playoff, tant’è che questa rappresenta una delle loro migliori prestazioni stagionali. Secondo eravamo spaventati dallo sforzo che abbiamo messo in campo dall’inizio della stagione e quindi allo stesso modo per l’inizio delle partite. Proprio questo è stato un argomento molto affrontato durante il training campo di quest’estate”
La partenza deficitaria comunque viene subito recuperata dalla squadra che ancora una volta mette mostra come dietro quel fenomeno che è Steph Curry ci sia un gruppo incredibile che non è da meno. Il Folletto mette infatti a referto 27 punti 5 rimbalzi e 4 assist.

Altra solida prestazione infatti di Draymond Green che firma 9 punti 9 rimbalzi e 5 assist risultando ancora una volta uno degli elementi fondamentali dell’ossatura di questa squadra. Bene anche Harrison Barnes che mette a segno 20 punti tirando 7-13 dal campo. In generale comunque un buonissima prestazione di tutta la squadra. Nota negativa rimane l’impatto limitato che sta avendo Andrew Bogut sin dai playoff dello scorso anno, ieri infatti il centro è si partito in quintetto ma ha giocato solamente 18 minuti mettendo a referto unicamente 3 punti e 4 rimbalzi.
I Bulls invece non hanno grossi rimpianti, si sapeva che in casa dei campioni in carica sarebbe stata durissima nonostante la franchigia dell’illinois sia l’ultima squadra ad aver vinto in quel di Oackland lo scorso gennaio (playoff esclusi quando ci sono riusciti anche i Cleveland Cavaliers). Nonostante le assenze, però, riescono ad affrontare Golden State a viso aperto. I principali problemi per i tori durante la partita sono due: innanzitutto un Nikola Mirotic non brillantissimo, soprattuto al tiro , 6-17 dal campo e 0-6 da 3, conditi comunque da 10 rimbalzi e 5 assist. Ciò che però risulta più decisivo in senso negativo è l’apporto dalla panchina. Questa, anche a causa delle assenze di Brooks e Rose, è troppo corta. Questa, inoltre, dal punto di vista offensivo è risultata veramente un disastro soprattutto se comparata con quella di Golden State, 32-15 è infatti l’impietoso confronto tra le due. I panchinari dei Warriors infatti tirano con più del 50%( 13-24 dal campo) mentre quelli dei Bulls invece con il 20% ( 4-20 dal campo). Se poi ci si sposta su altre statistiche la situazione peggiora ulteriormente, 19-9 è infatti il confronto in quanto a rimbalzi.
Il quintetto invece ha fatto tutto ciò che poteva contro una squadra quasi imbattibile. Butler mette a segno di nuovo una grandissima prestazione mettendo a referto 28 punti 9 rimbalzi 7 assist e 3 palle rubate.
Abbastanza bene Kirk Hinrich anche se il suo apporto non è proprio da playmaker, segna infatti 17 punti con più o meno il 50% ma risulta completamente escluso dal resto del gioco (solo un assist da lui distribuito). Solita doppia doppia invece per Gasol da 14 punti 10 rimbalzi e 5 assist. Male al tiro Tony Snell che chiude a 1-7 con solamente due punti in 28 minuti, complice però una grandissima difesa di Golden State che sin dall’inizio lo esclude dalla partita.
Risultato a parte la partita è sembrata piuttosto chiara, Golden State resta un gradino sopra tutti, contender comprese, per i Bulls invece il discorso è un po’ più complesso. Il quintetto, con Rose soprattutto, è da titolo e comunque sta girando abbastanza bene in questo inizio di stagione, ieri infatti ha dimostrato comunque di poter tenere testa ai Warrior. Ciò quindi che sarà per tutto il resto della stagione, e playoff, l’ago della bilancia è la panchina. I nomi infatti sono ottimi ma al momento manca di coesione e soprattuto di gioco offensivo. Sembra quasi che il quintetto sia riuscito bene ad adattarsi al gioco offensivo del nuovo coach, cosa che per il momento non c’è stata per il resto della squadra. Sicuramente comunque durante l’anno si poteranno veder dei miglioramenti, ma non è da escludere che la società possa muoversi, per migliorare la situazione, prima della chiusura definitiva del mercato.



