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Lakers, Scott e la libertà lasciata a Bryant

di Antonio Cannizzaro

Il sito TheScore.com riporta un’interessante analisi circa l’utilizzo e il rendimento della stella dei Los Angeles Lakers, Kobe Bryant, all’interno dello scacchiere tattico di Coach Byron Scott. 

In un certo senso il fatto che i Lakers non abbiano tante pretese da questa Regular Season se non quella di andare in Lottery potrebbe essere la giustificazione dell’approccio tra l’Head Coach e la sua stella.

Dopo la sconfitta di 14 punti subita dai losangelini domenica contro i Portland Trail Blazers allo stesso Scott è stato chiesto quale sia la logica dei continui isolamenti che hanno portato Bryant a tirare con un pessimo 6-22 dal campo producendo 18 punti. La sua risposta la dice lunga sul prosieguo della stagione dei giallo-viola:

“Ha vent’anni di esperienza in questa lega. Potremmo avere sei giocatori che non riuscirebbero ad avere vent’anni di esperienza anche messi assieme. Lui ha questo privilegio fondamentale. Da un punto di vista tecnico voglio che Kobe sia Kobe, gli altri ragazzi non hanno ancora guadagnato ciò”.

Quanta benzina avrà ancora nel serbatoio Bryant?

Quanta benzina avrà ancora nel serbatoio Bryant?

Per fare chiarezza Bryant sta tirando con il 33.1% dal campo, il dato più basso della sua carriera, e con il 20% da oltre l’arco chiudendo inoltre la gara di domenica con un deludente 0 – 5 da 3.

Questa potrebbe realmente essere l’ultima stagione in lega per Bryant e purtroppo coinciderà con un mancato lieto fine per i risultati della franchigia. L’ultima remota possibilità per i Lakers di lottare per il titolo si è spenta con la serie di infortuni subiti da Steve Nash e la cessione di Dwight Howard in direzione Houston. 

Bryant si ritrova ad essere il faro di una giovane squadra in ricostruzione e mentre il suo stile di gioco potrebbe essere messo in discussione come il prodotto di un’epoca passata, non ci sono dubbi sul fatto che sia uno dei più grandi giocatori della NBA.

Scott e i Lakers sembrano apparentemente felici di lasciargli fare ciò che vuole a prescindere dagli effetti sullo sviluppo dei giovani talenti presenti nel roster dei giallo-viola.

Riusciranno i Lakers ad essere una franchigia vincente prima che il Black Mamba si ritiri?

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