Alla Talking Stick Resort Arena di Phoenix, Arizona, i Suns superano 108 a 101 i Minnesota Timberwolves grazie ad una prestazione eccezionale del quintetto titolare, in particolar modo quella di Eric Bledsoe, particolarmente ispirato nell’affrontare Wiggins e soci. Dall’altra parte non basta uno stratosferico Zach LaVine, i T’Wolves cedono per la seconda volta di fila.
Starting five da favola ma la panchina … – Dei 107 punti messi a referto da parte dei Suns solamente 27 arrivano dalla panchina, molti pochi se consideriamo che il solo Lavine per la compagine di Minnesota ne ha fatti segnare 28: nella sfida odierna sono bastati per centrare il successo ma nelle prossime gare bisogna assolutamente fare di più anche perchè 11/30 dal campo è una percentuale quanto meno rivedibile per gli uomini che iniziano la partita comodamente seduti. Nonostante i titolari giochino oltre i 33 minuti, eccezion fatta per Leuer e Len, dalle riserve si deve pretendere di più, in particolar modo dal sesto uomo Tyson Chandler. Ma la vittoria aiuta e migliora il morale di una squadra che si doveva riprendere dalla sconfitta contro i Blazers. Il record dei Suns (11-14) non è però da buttare e quel nono posto attuale nella Western Conference fa sperare e non poco i tifosi nati nell’Arizona.
Timberwolves, bisogna invertire la rotta – Buon inizio di stagione poi un mini black-out, una breve ripresa ed ora 2 sconfitte di fila: il 9-14 probabilmente va anche bene ad una squadra che sta progettando per il futuro ma in alcune partite i ragazzi di Minnesota sembrano non scendere proprio in campo. Le percentuali dei lupi non sono neanche particolarmente basse ma a far riflettere sono le 25 (si, si venticinque!) palle perse che hanno portato a 43 punti dei Suns (mai così tanti dal lontano 1998). Un Rubio evanescente è stato ben presto cancellato dalla prestazione altisonante di Zach LaVine: 28 punti in 25 minuti di gioco con una percentuale di oltre il 50% dal campo e 3/4 dalla linea dei 3 punti, si è caricato sulle spalle la squadra ma non è bastato. Al contrario della franchigia di Phoenix, i Timberwolves hanno messo a referto 58 punti dalla panchina ma solamente 43 con il quintetto titolare, una miseria che spiega al meglio il perchè della disfatta dei T’Wolves.

