Lui è il cervello della squadra, lui ha in mano le chiavi della manovra, lui è il leader degli ambiziosi Los Angeles Clippers: sarà un’ovvietà, ma il peso di Chris Paul nell’economia della franchigia californiana si fa sentire sempre più di partita in partita, in una regular season che dovrà servire per preparare il terreno in vista dei playoff.

Chris Paul.
Il playmaker, nell’ultima notte, è stato decisivo nella vittoria dei suoi per 109-98 contro i Portland Trail Blazers con una doppia doppia da 21 punti e 19 assist. Un’altra prestazione che ha ampiamente dimostrato le sue doti offensive e le sua illuminante regia, visto che gran parte dei 24 passaggi decisivi messi a referto dai losangelini sono suoi: gli altri cinque sono stati consegnati da Wesley Johnson, Paul Pierce, JJ Redick, Jamal Crawford e Pablo Prigioni. Questa si è trattata della seconda occasione in cui Paul ha servito almeno 19 assist quando gli altri compagni di squadra non ne hanno registrato più di uno (accadde nel 2009). Altri giocatori che hanno vissuto questa analoga situazione sono stati Guy Rodgers nel 1966 (21 assist), Robert Pack (19 nel 1994) e nel 2015 Reggie Jackson, giunto a quota 20.
CP3 intende portare i Clippers fino in fondo, per cercare di conquistare il primo titolo della storia dell’altro team della Città degli Angeli. Attualmente la ciurma guidata da Doc Rivers naviga al quarto posto della Western Conference con un record di 23 vittorie e 13 sconfitte, con degli automatismi tattici ancora da rifinire: a Paul non resta che agevolare le operazioni col suo indiscusso talento.

