All’ORACLE Arena di Oakland i Warriors, reduci dalla vittoria contro i Clippers, ospitano i Suns, vincenti nell’ultima uscita contro l’altra compagine di Los Angeles: i Lakers. Che la serata non sia di quelle positive si intuisce sin da primo tempo, più precisamente dal secondo quarto. Periodo in cui Golden State riesce a dare lo strappo decisivo alla partita ottenendo un parziale di 18-31 che gli permette di andare all’intervallo lungo sul punteggio di 40-52. Al rientro dagli spogliatoi ci si aspetterebbe la reazione d’orgoglio di Phoenix, ma così non è. La giornata storta di tutti, o quasi, i giocatori dei Suns è evidente e, nonostante il parziale del terzo quarto (24-26) tenga ancora vive le speranze degli ospiti, la supremazia dei Warriors sembra non essere in discussione. L’ultimo periodo, infatti, è solo una formalità per i padroni di casa, che approfittano della confusione che si è creata negli schemi di Phoenix per andare ad allungare ulteriormente di altri 8 punti. 86-115 il punteggio finale.
Per gli uomini di Mark Jackson prestazioni determinanti da parte di Klay Thompson, autore di 21 punti, David Lee, 17 punti, e Stephen Curry, che in una giornata non particolarmente prolifica, sotto il punto di vista realizzativa, riesce a mettere a referto una tripla doppia fatta da 14 punti (e che sia andato sotto i 20 punti è una notizia), 16 assist e 13 rimbalzi.

Per i Suns, assenti ingiustificati, da segnalare soltanto la doppia-doppia di P.J. Tucker, autore di 11 punti e 12 rimbalzi, unico dei suoi ad andare in doppia cifra realizzativa.


