Mentre ci si apprestava a dare il bentornato a Steve Kerr sulla panchina dei Golden State Warriors, ecco che dall’altra parte degli Stati Uniti una panchina altrettanto importante salta. Sono le 18.30 circa (EST), ed ecco la bomba: David Blatt non è più l’head-coach dei Cleveland Cavaliers. Al suo posto l’ormai ex-assistente Tyronn Lue, che secondo alcune fonti interne alla lega avrebbe firmato un contratto triennale del valore di 9,5 milioni di dollari circa. Lue era l’assistente più costoso dell’intera Lega prima di ieri e da oggi avrà il compito di guidare i Cavs verso il tanto ambito titolo NBA. Giusta la decisione della dirigenza di Cleveland di promuoverlo come coach ad interim? Ecco a voi 3 validi motivi che giustificano tale scelta.
- IL VERO PUNTO DI RIFERIMENTO – si può parlare veramente di “sorpresa”? Il GM dei Cavs, David Griffin, ha motivato la decisione riferendosi alla “necessità per tutte le squadre vincenti di costruire una cultura vincente, uno spirito collettivo”, mentre di recente ammette di “non aver visto uno spogliatoio compatto quanto le vittorie lo avrebbero dovuto rendere”. Insomma, Blatt a Cleveland non ha convinto. Vedendo però il record positivo del coach sulla panchina dell’Ohio (83-40 totale durante quest’anno e mezzo) e l’apparizione alle Finals dello scorso anno, nonostante l’assenza di Kevin Love e Kyrie Irving, a questo punto ci chiediamo: chi avrebbe dovuto convincere? La società, la squadra tutta o LeBron James?
- TUTTI CON LEBRON – Griffin ha asserito di aver preso la decisione in maniera del tutto indipendente ma sembra chiaro che LeBron James abbia un ruolo decisamente attivo nelle decisioni della franchigia, e il numero 23 ha avuto sempre un rapporto particolare con Blatt. Ricordiamo, come esempio lampante, Gara-4 delle Semifinali di Conference dell’anno scorso contro i Chicago Bulls. Parità, possesso decisivo Cavs con Blatt che vuole affidare la rimessa in gioco a LeBron. The King decide che, al contrario, sarà lui a prendere il tiro decisivo, della rimessa se ne occuperà qualcun’altro: il tiro di James entra, i Cavs risolvono una partita difficilissima e l’autorità di coach Blatt non ne esce rafforzata. Bisogna capire che l’importanza che LeBron James ha per i Cavs va oltre l’umana comprensione. James è tornato per vincere il primo titolo NBA nella storia della franchigia. Possiamo immaginare la mente di LeBron come un computer, che calcola e ri-calcola incessantemente alla ricerca della strada migliore che porti al successo la sua squadra.
- TUTTO SECONDO I PIANI, O QUASI – Ora arriva il momento di Tyronn Lue. Giramondo da giocatore, assistente già ai Boston Celtics ed ai Los Angeles Clippers prima che ai Cavs. Che sia riconosciuto dallo spogliatoio, dal 23 in primis, è già fondamentale. Nel momento in cui i Cavaliers scelsero Blatt, Lue aveva già dato un’ottima impressione e, infatti, fu comunque messo a contratto dalla franchigia. Può darsi che la panchina fosse troppo stretta per lui e Blatt e che ora quantomeno i ruoli saranno più chiari e definiti. Fatto sta che questa decisione fa ben capire quanto la pressione sia alta in Ohio, e quanto sia difficile fare l’ultimo passo per raggiungere il tanto agognato titolo.
La decisione è presa: sarà Lue l’uomo giusto al posto giusto che riuscirà a colmare il gap creatosi con Warriors e Spurs? Difficile dare una risposta ora. Sicuramente a giugno sapremo qualcosa in più.

