Il Commissioner Adam Silver ha parlato ai microfoni di USA TODAY Sport riguardo alla regola dell’ Hack-a-Shaq e di quanto se ne abusi negli ultimi anni:
Sono del parere che questa estate cercheremo di trovare una soluzione di cambiamento.
Questa regola consiste nel fallo sistematico al giocatore avversario che ha meno dimestichezza col tiro libero, in situazioni in cui viene mandato in lunetta per spezzare il ritmo della partita.
Silver continua:
Siamo costretti a fare un cambiamento nonostante ci sia una maggioranza di allenatori ‘sofisticati’ favorevoli alla regola dell’ Hack-a-Player. Non per il modo in cui vogliamo vedere il gioco ma anche per limitare questo tipo di conclusione e conoscerne altre.
Quest’ anno ci sono stati già 300 casi di Hack-a-Player e siamo soltanto a metà stagione, nella scorsa il totale fu 164, comunque troppi. I più colpiti sono ovviamente i lunghi con poca sensibilità dalla lunetta: DeAndre Jordan, Andre Drummond e Dwight Howard hanno subito il 69% di questo tipo di fallo, solo Jordan il 34%.
Sappiamo che è anche un limite dei singoli giocatori-continua Silver- ma in fin dei conti siamo una lega attiva, ed è nostro dovere intervenire in qualche modo.
Ancora però non sono chiare le soluzioni che verranno adottate a riguardo. Sull’ argomento sono intervenuti anche altri addetti ai lavori, in anonimato: la loro tesi è stata quella di eliminare il più possibile le ‘scappatoie’ come ad esempio i casi in cui, durante un tiro libero un giocatore salta sulla schiena dell’ avversario, costringendo l’ arbitro al fischio. E’ anche una questione di prevenzione degli infortuni.
Ci sono quattro alternative sul tavolo al momento:
–Eliminare la regola in toto.
–Lasciare alla squadra che ha subito il fallo due alternative, o tirare i liberi o ripartire dalla rimessa. Come ha consigliato Tom Ziller di SB Nation.
–Fissare un numero massimo di volte in cui la squadra può utilizzare la Hack-a-Player, in modo che Jordan o Drummond non arrivino a tirare 34 o 36 tiri liberi durante un match.
–Includere un tiro libero in più per ogni giocatore che è vittima di questo fallo tattico, come consigliato da David Aldridge di Nba.Com.
Intervistando gli allenatori viene fuori che il basket è un gioco di ritmo e di flusso, e questa è un’ ovvietà, ma alla fine la maggior parte di questi abusano della regola nonostante sia contraria alla loro filosofia di gioco. I dati indicano che viene usata spesso sui finali di partita, col 64% dalle squadre che sono in vantaggio e che la vittoria arrivi col 16% dei casi quando usata sul finale. Coach Doc Rivers ci spiega che è molto più opportuno usarla quando si è in vantaggio perchè impedisce di trovare il ritmo ad una possibile rimonta dell’ avversario, ma in generale raramente si raggiunge la vittoria finale, e viene comunque adottata anche in situazioni opposte.
E allora perchè la usano?
“Perchè non si sa mai -dice Rivers- “se non hai più nulla da perdere, potrebbe portare a qualcosa di buono.”

