Home NBA, National Basketball AssociationRip City Chronicles: Il grande escluso

Rip City Chronicles: Il grande escluso

di Emanuele Tatta
big dolla

Dopo quattro lunghi mesi di regular season siamo finalmente giunti ad uno dei momenti più entusiasmanti della stagione NBA: l’all-star weekend, che come al solito si prospetta come una tre giorni caratterizzata da emozioni, siparietti e, manco a dirlo, spettacolo allo stato puro.
Nonostante qualche esibizione di cui si potrebbe tranquillamente fare a meno (qualcuno ha detto Rising Star Challenge?) sarà sicuramente un fine settimana elettrizzante, soprattutto grazie ai “classici” Slam Dunk Contest e 3-Point-Shootout, oltre all’evento di domenica sera, che meriterebbe un capitolo a parte, essendo l’ultima “partita delle stelle” di tale Kobe Bean Bryant. Purtroppo tra tutti i grandissimi nomi presenti in campo quella sera mancherà quello di un giocatore al quarto anno che fin dal suo debutto ha dimostrato di appartenere senza ombra di dubbio all’elìte della pallacanestro NBA.

Nonostante una stagione da 24.2 punti (sesto in tutta l’NBA) e 7.3 assist (settimo) nella quale sta guidando Portland ad una stagione completamente fuori dalle aspettative, Damian Lillard non sarà della partita, e non per sua scelta o per infortuni. Inutile dire che la scelta è sorprendente a dir poco, ma non è la prima volta che qualcosa del genere capita alla point-guard dei Portland Trail Blazers.

Circa un anno fa, subito dopo la diramazione dei nomi per l’All-star game 2015 nel quale non era stato incluso, Damian si lasciò andare ad uno sfogo molto aggressivo: <<Voglio ringraziare i coach, i fan e Adam Silver per aver pensato che io non sia abbastanza bravo: […] “Saresti dovuto essere lì” non è abbastanza per me. […] La prenderò personalmente senza ombra di dubbio. E’ stata un’incredibile mancato di rispetto perché lo meritavo davvero.>>, queste solo alcune delle frasi scritte sul suo profilo Instagram. Peraltro il numero 0 finirà anche per giocarla quella partita, ma solo come rimpiazzo per l’infortunato Blake Griffin.

Quest’anno invece le cose sembrano destinate a finire diversamente, e salvo qualche infortunio dell’ultimo minuto Damian Lillard non sarà in campo all’Air Canada Center domenica sera. Sicuramente era difficile trovare spazio tra i migliori giocatori di questa Western Conference, ma Damian Lillard era uno dei pochi a meritarlo davvero, grazie ad una stagione straordinaria fatta di leadership e attributi, che va ben oltre i semplici numeri.

Una cosa è certa, in questi ultimi due mesi di regular season sarà lecito aspettarsi di tutto dalla point-guard ex-Weber State, che proverà in ogni modo a dimostrare ai suoi detrattori quanto sia sbagliato non considerarlo come una “stella” degna di partecipare alla partita delle “stelle”. Segnare 30 punti a partita nel mese di Marzo? Realizzare un paio di game-winner? Trascinare i Portland Trail Blazers ai playoff, gli stessi che apparivano irraggiungibili a inizio stagione? Chi vivrà vedrà, in ogni caso non bisogna mai sottovalutare Damian Lamonte Ollie Lillard.

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