A quasi 40 anni suonati è ancora lì, a battagliare al centro del pitturato e ad impartire ancora lezioni di fondamentali, senza dimenticare l’intoccata voglia di vincere ancora un titolo NBA prima di congedarsi con onore. Il tempo non sembra passare per Tim Duncan, inossidabile bandiera dei San Antonio Spurs che sta continuando a scrivere il libro dei record con delle prestazioni degne di nota.

Tony Parker e Tim Duncan
Nel successo contro i Chicago Bulls, l’ennesimo tra le mura amiche in questa stagione, l’esperta ala grande ha raggiunto 15000 rimbalzi raccolti complessivamente in carriera: il prodotto di Wake Forest è il sesto giocatore a riuscirci dopo Wilt Chamberlain, Bill Russell, Kareem Abdul-Jabbar, Elvin Hayes e Moses Malone (seguendo l’ordine della graduatoria generale). Basta così? Macchè. Contemporaneamente il numero 21 è divenuto il secondo cestista della lega ad aver toccato quota 25000 punti, 15000 rimbalzi e 3000 stoppate (a farcela prima di lui è stato Abdul-Jabbar).
Grazie alla sua esperienza enciclopedica e al suo carisma, Duncan sta contribuendo alla causa Spurs in questa regular season giocata discretamente ed oscurata solamente dall’andamento da schiacciasassi dei Golden State Warriors: attualmente la sua media è di 8.5 punti, 7.4 rimbalzi e 2.9 assist a partita. L‘intesa sotto le plance con LaMarcus Aldridge sta crescendo sempre più, con Gregg Popovich che farà affidamento a lui e agli altri senatori della squadra in vista dei playoff. quando il gioco si farà duro.

