Warriors

Nella note dove viene, giustamente, reso omaggio al Black Mamba, Kobe Bryant, alla Oracle Arena, i Golden State Warriors scrivono l’ennesimo record di una Regular Season che ha superato veramente il paranormale: con la vittoria ottenuta sul parquet amico, a discapito dei Memphis Grizzlies, la banda di Kerr raggiunge quota settantatré vittorie. Nessuno prima di loro ci era mai riuscito, neanche Michael Jordan della stagione ’95-’96 ed i suoi Chicago Bulls che si fermarono a 72-10 facendo anch’essi una stagione al limite dell’incredibile che portò alla vittoria del titolo NBA.

Nella notte i Warriors sono riusciti a spuntarla grazie soprattutto ai 46 punti di Stephen Curry che, come più volte è successo nell’arco di quest’annata, ha comodamente visto l’ultima parte di gara dalla panchina. Di tutte le realizzazioni totali ben dieci sono arrivate tramite tiri da tre punti, gliene bastavano otto per arrivare a quattrocento triple, ha voluto strafare ed arrivare a 402. Ovviamente, mai nessuno ne aveva messe così tante ma dietro di lui ha proprio creato il vuoto dato che nessun giocatore ha mai raggiunto quota trecento e che ai primi quattro posti per numero di triple messe a referto in una stagione c’è sempre e solo lui. Al 99,99% arriverà il secondo MVP di fila, giusto riconoscimento per colui che, nelle ultime due stagioni, è stato il miglior giocatore della lega.

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