Ode a Flavio Tranquillo

di Matteo Milo
Tranquillo

L’Italia è la terra del dubbio, ecco perché siamo a tutti gli effetti un paese di calciofili. Sempre più malati dei vari talk show sportivi piazzati lì con le donnine di turno, i faziosi da polemica e qualcuno uscito da Narnia o grande fratello. Ora direte voi, che ci azzecca tutto questo con il basket? Perfetto, iniziamo.
Il basket, in Italia e nell’epoca dei social, sta prendendo la brutta piega del calcio con i famosi haters o lovers del LeBron o del Kobe di turno, tutto deve essere continuamente commentato ed odiato. In questo contesto pseudo-intellettuale, da diversi anni si sta ergendo il “mito” della continua critica ad un Maestro vero e proprio del mondo basket in Italia, Flavio Tranquillo. Da dove nasce la critica a Tranquillo? Prima di questo bisogna andare a leggere, rileggere, studiare e fare mea culpa su Flavio. Ergerlo alla categoria telecronista in Italia è un’offesa per uno come lui, uno che ha visto il campo da arbitro, da allenatore e da giornalista. Ha visto il campo da responsabile della comunicazione in Lega ed ha contribuito in maniera totale alla crescita mediatica e non, di questo sport nello Stivale. Semplicisticamente lo si riduce alla figura di giornalista e telecronista, ma è blasfemia.

In questo contesto sta nascendo la continua affiliazione emotiva e non ad una telecronaca di basket a quelle dozzinali dello sport madre in italia. La staticità del calcio e dei suoi 90 minuti e la dinamicità del basket, dei suoi 4 quarti, che possono farci sognare un titolo in 40 secondi di cronometro. Le emozioni del basket possono essere spiegate velocemente ad un neofita in 40 secondi di un video su youtube in Utah-Chicago 86-83. Cosa voglio dire? Chi vive una partita di basket deve staccarsi dal tifo becero per questa o quella squadra, si deve staccare dalla continua idea di tifo calcistico, perché si può avere una simpatia forte per Utah, ma se Jordan strappa la palla a Malone come in un campetto di periferia e fa ballare Russell in marcatura con il movimento più impossibile in assoluto, ci si può solo alzare in piedi ed applaudire incondizionatamente. Ecco, dopo questa straordinaria immagine, salviamo il Maestro Flavio Tranquillo dalle continue offese dei social sulla sua presunta non imparzialità. Si sta passando dalle accuse da tifo Pro Spurs, da tifo Pro LeBron ed ora a tifo Curry e Golden State. Qui non è tifo calcistico, qui è ammirazione ed ammirazione per una disciplina, per un modus vivendi e religiosità verso qualcosa che è dentro di noi sin da piccoli, verso “Il Gioco”. Quindi, ascoltate, leggete e godetevi Tranquillo, perché uno così difficilmente nascerà più in Italia. Poi, se comunque non accettate la sua figura, tenetevelo per voi.

PS: Leggetevi i due libri di Flavio, lezioni di vita e di cultura cestistica, dei bignami da portare sempre con voi, magari iniziate a capire la figura che va così di moda criticare oggi giorno.

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