Skal Labissiere sarà uno dei protagonisti del prossimo draft. Il giocatore, nato ad Haiti e sopravvissuto al terremoto, è stato intervistato da HoopsHype.com, rivivendo la sua infanzia e la sua esperienza in quella terra tanto difficile quanto affascinante
Su Twitter hai commentato molto eccitato la gara finale di Kobe Bryant. Hai avuto modo di vederlo giocare mentre crescevi ad Haiti?
Kobe c’era sempre quando trasmettevano una partita di basket in tv. Quando ho iniziato a vederlo giocare a basket, mi sono innamorato subito di lui.
Quanto è popolare il basket ad Haiti?
Non molto. Il calcio lo è. La pallacanestro sta iniziando a crescere un po’ adesso, ma il calcio rimane il primo sport per la gente. Anche io sono cresciuto giocando a calcio. E’ stato il mio sport preferito, ma quando ho compiuto 11-12 anni mi sono reso conto che ero troppo alto e quindi ho provato a giocare a basket. Mia madre mi ha consigliato di fare un tentativo e l’ho fatto, però il calcio resta il mio primo amore. Ho giocato a calcio anche dopo essere passato al basket, anche se solo per giocare con gli amici. Non in una squadra organizzata o altro. Ma sì, ho continuato a giocare anche dopo perché mi piace segnare.
Quando è stata l’ultima volta che sei stato ad Haiti?
Non ci vado da molto tempo. Ho lasciato Haiti sei anni fa. Tornerò. Devo tornare indietro. Forse torno già quest’anno.
Ti Manca?
Assolutamente. Laggiù ci sono i miei amici e voglio raggiungerli. Voglio vedere com’è la situazione. Non vedo l’ora di tornare.
Credi che la situazione sia migliore rispetto a sei anni fa?
Non ne sono sicuro. Credo stiano cercando ancora di sistemare molte cose. Non so come appaia il paese oggi.
Il terremoto è qualcosa a cui pensi molto?
Ci penso tutto il tempo. Penso anche a quanto vengo lontano e alle diverse esperienze che ho passato nella mia vita. Quando sopravvivi a un terremoto, pensi chiaramente a questo.
Come è stata la tua vita le settimane dopo il terremoto?
Direi che è’ stata buona. Mi sono leggermente ferito, ma la mia famiglia era riuscita a sopravvivere e avevamo cibo, fatto direttamente dalla mia famiglia. Per questa cosa sarò eternamente grato a loro. Io sono riuscito a tornare a scuola due mesi dopo il terremoto. Il mio sentimento in quel momento era… gratitudine. Per essere sopravvissuto. La mia prospettiva sulla vita è cambiata molto. Ho capito che ogni cosa può essere portata via in una manciata di secondi. Tutto è molto cambiato dopo quel momento.
Quindi dopo sei arrivato negli States dopo quell’episodio. Come è stato l’impatto?
Nei primi mesi è stata dura. Per fortuna, ho avuto una buona famiglia che mi ha accolto. Loro mi hanno trattato come uno di loro. Anche a scuola mi hanno trattato come se fossi li dà molto. E’ stato difficile perché non sapevo nulla d’inglese. Non capivo cosa mi dicessero gli insegnanti in classe, né cosa stesse succedendo intorno a me. Anche il cibo era molto diverso da quello che mangiavo prima. E’ stato un grande cambiamento per me. Dovevo essere più paziente e imparare un sacco di cose da solo.
Hai imparato l’inglese velocemente?
Si. Nella scuola dove andavo, non erano abituati ad avere molti studenti internazionali che non sapessero neanche una parola d’inglese. Alla scuola media non c’era neanche un vero insegnante di, così ho cercato di capire le cose da solo. Ero veramente obbligato a imparare l’inglese e questo è stato importantissimo per me. E’ stato difficile, ma ce l’ho fatta.
C’è stato un momento “rivelazione” una volta che sei arrivato negli States? O qualcosa che ti ha sorpreso sulla tua vita in America?
Per quanto riguarda il basket, è stata la velocità del gioco e la serietà con cui la gente prende questo gioco. E’ stato molto bello e molto diverso. Fuori dal campo… Penso che in Haiti i bambini sono più riconoscenti per quello che hanno, rispetto a qui. Noi non abbiamo molto, quindi non abbiamo molto di cui preoccuparsi. Qui negli Stati Uniti i bambini si preoccupano un po’ di più sulle cose e sulla vita perché hanno molte opzioni rispetto a noi haitiani. E’ molto differente.
Quali erano le condizioni finanziarie della tua famiglia rispetto a una normale famiglia haitiana?
Oh, direi che la mia famiglia stava molto bene. Mia mamma e mio papà lavoravano veramente ogni singolo giorno. Avevano accumulato abbastanza soldi per comprare una casa e mettere il cibo in tavola. Stavamo abbastanza bene.

