Goodbye George Hill
Addio George Hill o, chissà, arrivederci. Le logiche della NBA sono crudeli e da un giorno all’altro passi da punto di riferimento per la franchigia ad essere mandato via. Le logiche della NBA (e di Larry Bird ) ti portano via dalla tua amata Indianapolis, città dove sei cresciuto come uomo e come giocatore, per andare agli Utah Jazz, nella fredda Salt Lake City. Chissà se lì ti apprezzeranno come abbiamo fatto noi fan dei Pacers, come hanno fatto i tuoi concittadini in ogni partita al Bankers Life Fieldhouse.
Chissà se capiranno il tuo valore, i tuoi sacrifici o, per dirla alla LeBron,” Your heart, your blood, your sweat, your tears”.
Come saprai da noi è arrivato un altro figlio di Indianapolis, Jeff Teague, ottimo giocatore sì ma non so se sarà la stessa cosa, non credo. Da fan Pacers mi auguro che sarà il play del riscatto, delle vittorie, ma, comunque vada, di te, caro George, non ci dimenticheremo. Ti sono sincero, quando iniziai a seguire più da vicino i Pacers, quelli formati da te, Paul George, David, Roy etc. , da subito pensai che ” il problema ” fossi tu, che eri tu il giocatore da sostituire per farci diventare una contender a tutti gli effetti. Non facevi 20 punti a serata, non dispensavi assist spettacolari e io mi chiedevo come facessero gli altri a non notarlo.
Pian piano, però, ho imparato ad apprezzarti, ho iniziato a capire che i punti, gli assist etc. sono solo piccoli tasselli di un puzzle più grande che è la pallacanestro. Non eri Russell Westbrook, non eri Chris Paul ma eri e sei George Hill, il figlio di Indianapolis. Ogni volta che scendevi in campo con quella canotta giallo/bianca davi tutto te stesso, difendevi come un ossesso in ogni azione, caricavi i compagni più timorosi anche con un semplice sguardo. E allora ho capito, ho capito che il basket è un qualcosa di così variegato, di così complesso che delle semplici statistiche non possono carpire a pieno il valore di un giocatore come te. Grazie George, grazie perchè mi hai fatto comprendere al meglio il Gioco, grazie per le vittorie, grazie per le sconfitte, grazie per essere stato un ” Pacer ” esemplare.
Addio George Hill, o chissà, arrivederci.

