JR Smith for President
Vincere un titolo NBA rimontando da 1-3 alle Finals, fare un discorso di ringraziamento mostrando gratitudine per i suoi genitori, festeggiare come se non ci fosse un domani a Las Vegas, consumare litri di champagne, ricevere un endorsment come Presidente degli Stati Uniti ed essere invitato a indossare una t-shirt da Barack Obama in persona: il tutto in una settimana. Questa è stata la magic week di JR Smith:
Per capire appieno cosa è accaduto a un 30enne di Freehold Borough New Jersey, bisogna tornare indietro nel suo passato. Un giocatore così eccentrico è ovviamente ricettacolo di critiche, anche ingiuste. Perchè può non piacere, ma sicuramente non può lasciare indifferenti. Earl Joseph JR Smith III cresce a Clarksburg dove frequenta la Millstone Middle School. In seguito va alla Lakewood High School dove inizia a giocare a basket sul serio. Approda poi al Saint Benedict’s Preparatory School dove colleziona medie di 27 punti, 6 rimbalzi e 5 assist. Al termine del percorso delle scuole superiori, si dichiara elegibile per il Draft 2004. Viene selezionato dai New Orleans Hornets con la 18esima chiamata.
I primi anni in NBA
I due anni agli Hornets sono con risultati alterni, buono il primo, nel quale vince tre rookie of the month. Nel secondo gioca meno e viene scambiato a Denver. Con i Nuggets tra infortuni e squalifiche per rissa (10 partite), nel 2006-07 non brilla. Ai playoff sbaglia delle partite, tirando male soprattutto da 3 punti. Coach Karl lo insulta pubblicamente e dice che la palla in mano la devono avere Allen Iverson e Carmelo Anthony. L’anno successivo inizia con una squalifica per 3 giornate, per un incidente in un nightclub, però i risultati sportivi migliorano e chiude la stagione regolare con 12.3 punti e 2.1 rimbalzi di media in 19.2 minuti partendo dalla panchina. Ai playoff esplode con 18.3 punti, 53% dal campo, in 27 minuti di media, nonostante il 4-0 subito dai Lakers. Nei 3 anni seguenti segna molto, si specializza come tiratore e migliora nella fase difensiva.
Andata e ritorno dalla Cina
Poi nel 2011 la stagione stenta a cominciare, causa lockout, Jr allora decide di andare in Cina. Firma per un anno senza però assicurarsi una clausola di uscita dal contratto per il rientro in NBA. Con lo Zhejiang domina, una volta ne segna 60 con 14 triple, un’altra ne mette addirittura 41 uscendo dalla panchina. Tra multe per assenze ingiustificate agli allenamenti e litigate varie, si rende conto che non è la sua dimensione. Nel 2012 è tempo di tornare.
Ricomincia la carriera dalla città che più gli si addice, New York City. Nel 2012-13 con i Knicks disputa un’ottima annata, marcando il record personale per minuti giocati, 33.5 di media e per punti, 18.1. Nella grande mela resta ancora un anno e mezzo, nel quale segna il record di triple tentate in una gara NBA, ben 22, di cui 10 segnate. E viene sospeso per: 1) gomitata a Jason Terry. 2) violazione del programma anti-droghe. 3) 50’000 $ di multa per condotta antisportiva.
Lo sbarco a Cleveland
Tutto questo non scoraggia i Cleveland Cavaliers, infatti LeBron James ha dichiarato che quando ha appreso la notizia del possibile avvicendamento di Smith in Ohio, non ha esitato a spingere fortemente affinchè la trattativa si concludesse. Il 5 Gennaio 2015 arriva a Cleveland. Città ben diversa da NY, molta meno vita notturna e locali, ma questo non è una gabbia per l’espressività di Earl. Anzi, la sua professionalità migliora e torna ad essere un giocatore fondamentale su due lati del campo. Certo la scelta dei tiri non è sempre delle più lucide, ma c’mon it’s simply JR. A fine anno si guadagna la riconferma, addirittura partendo nel quintetto stavolta, a dispetto delle Finals del 2015 giocate male e senza incisività.
Il 2016 da incorniciare di JR Smith
La stagione 2015-16 è quella giusta per lui, lo si vede al primo turno dei playoff, dove segna 7 delle 20 triple segnate. Record superato poi dagli stessi Cavs contro Atlanta, 25, 7 quelle di Jr. E’ perfetto questo modo di giocare per le qualità di Smith e a Est nessuno sembra poter fermare Cleveland. Ci provano i Raptors, ma crollano in 6 gare. Alle Finals gli avversari sono gli stessi dell’anno precedente, la speranza della guardia numero 5 è quella di non ripetere le prestazioni dello scorso anno. I primi due incontri persi sono da incubo e nei 69 minuti giocati complessivi, segna soltanto 8 punti, con 3 su 9 dal campo a indicare la poca aggressività.
Nei successivi 5 match marca la bellezza di 66 punti, non è stato travolgente, ma sicuramente utilissimo. Le parole del King sull’importanza di Jr sono emblematiche. “Just understand what J.R.’s been through and people just saying that there’s no way he can be a winner,” James said. “When our GM came to us last year and said, ‘Hey, we’ve got a deal to get Timofey Mozgov and get Iman Shumpert, and the Knicks are going to throw in J.R.’ I was like, ‘What? They’re going to throw in J.R. into the deal?’ And I was like, ‘Okay, I’ve got him. I got him.’ And Earl turned himself into not only a huge boost to our team, but he turned himself into a two-way player, both sides of the floor.”
Semplificato sarebbe: “Davvero i Knicks vogliono darci JR? Prendiamolo subito! Non è stato solo un enorme incremento per la fase offensiva, ma è un campione su due lati del campo.”

Jr Smith che festeggia senza maglietta, versando champagne.
Insomma JR Smith ha dimostrato al mondo intero di poter essere un campione. La sua conferenza stampa successiva al titolo è stata commovente e i ringraziamenti ai genitori sono da brividi. I festeggiamenti poi sono il suo habitat naturale. Ha dato il meglio/peggio di se, fonti certe dichiarano che ancora non abbia indossato una maglietta. Il potus è dovuto intervenire sul tema, nella telefonata con Tyronn Lue per congratularsi, ecco il video.
Lo champagne è sgorgato a fiumi e alla parata i cartelloni per Jr si sprecavano, in Ohio è amato. L’anno prossimo forse indosserà una canotta diversa, forse i Cavaliers riusciranno a trattenerlo, quel che è certo è che a Cleveland non lo dimenticheranno, perché nel bene o nel male di JR non te ne scordi facilmente.

