Il mio amico KG
Qualche settimana fa, Avery Bradley ha raccontato un particolare aneddoto che lo ha legato in modo particolare a Kevin Garnett: “Il mio anno da Rookie è stato terribile. Avevo davvero paura. Entravo nello spogliatoio ma non parlavo mai. Per settimane non ho detto una parola.
Garnett mi teneva sempre sott’occhio. Era pronto a farmela pagare al mio primo errore. A volte saltavo addirittura gli allenamenti per paura di sbagliare.
Un giorno sbagliai un layup e KG mi urlò contro. Da quel momento in poi ogni volta che mi incontrava mi urlava contro. Dopo un po’ di esperienza in D-League con i Maine Red Claws, tornai ad allenarmi con la prima squadra. Al primo allenamento schiacciai in testa a Kendrick Perkins e a Shaq: da quel momento guadagnai il rispetto di Garnett e Rondo. Mi dissero: ‘Sei pronto per giocare in Nba adesso’. Garnett da lì in poi fu veramente importante per me. Ora per me è come un fratello.
A volte i miei compagni sono proprio testardi, mi convinsero ad andare da Garnett a chiedergli la maglia. Io gli dissi: ‘vedrete che KG non mi darà mai la sua maglietta, ha appena rifiutato pure Jeff Green’.
Risultato? Garnett accettò volentieri e mi scrisse pure una lettera augurandomi il meglio per il proseguimento della mia carriera.
Il rispetto di un giocatore come Kevin Garnett non lo ottengono in molti, posso considerarmi decisamente fortunato”.

