Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland CavaliersL’importanza di chiamarsi JR Smith (a Cleveland)

L’importanza di chiamarsi JR Smith (a Cleveland)

di Andrea Ranieri
Jr Smith C

E’ argomento dibattuto negli ultimi giorni, in casa Cavaliers, quello del rinnovo di Jr Smith. Il giocatore ex Knicks è ancora free agent, quando siamo ormai in prossimità dell’inizio della stagione. Smith chiede alla dirigenza Cavs circa 15 milioni di dollari annui per il rinnovo. A causa di un monte salari già pesante, finora il GM Griffin non si è spinto oltre i 10-11 milioni a stagione.

Nonostante questo, Jr Smith e il suo agente non hanno trattato concretamente con altre franchigie. Questo indica quale sia la volontà del giocatore: rimanere nella squadra con cui ha conquistato un titolo, peraltro da protagonista. Gli stessi Cavs sanno bene di non poter perdere una pedina come JR Smith nel loro scacchiere. Infatti, il numero 5 riveste un ruolo fondamentale, a livello tecnico-tattico e non solo. Sono dunque diversi i motivi per cui la dirigenza dei Wine&Gold farebbe bene a riformarlo in fretta:

  1. La volontà del Re. Come sappiamo, LeBron James ha sempre un ruolo preponderante nelle decisioni della società di Cleveland. Nella scorsa estate aveva spinto per il rinnovo di Tristan Thompson; anche questa volta vuole avere con sé uno dei suoi principali scudieri. Sicuramente, per il bene della squadra e della franchigia, è sempre meglio tenere alto il morale di LBJ. Una mancata conferma di Smith non contribuirebbe al raggiungimento di questo obiettivo. E’ probabile, quindi, che, anche in questa vicenda, la mediazione del Re sarà risolutiva.
  2. Mancanza di un sostituto affidabile. Nel disgraziato caso di una mancata conferma di Smith, lo spot di guardia titolare passerebbe automaticamente a Shumpert. Per quanto buon difensore e giocatore di sacrificio, in attacco il numero 4 non sarebbe probabilmente in grado di dare un apporto anche solo pari a quello di JR, soprattutto in termini di tiro da fuori.
  3. Equilibrio tecnico-tattico. Soprattutto nella metà campo offensiva, la presenza di Smith risulta fondamentale per Cleveland. Infatti, JR non pretende di avere sempre il pallone in mano e sa farsi trovare pronto quando si tratta di aprire le difese con dardi dall’arco dei tre punti, soprattutto sugli scarichi dei compagni. Inoltre, Smith, quando concentrato, sa essere un buonissimo difensore. In gara 7 di finale, egregio il lavoro su Klay Thompson, tenuto a 6/17 dal campo.
  4. Chimica del gruppo. E’ palese: JR è una delle personalità di spicco dello spogliatoio Cavs. Potremmo definirlo un “animatore” nella truppa di King James. La sua abilità nel tenere alto il morale del gruppo non è da sottovalutarsi. Chiedere a Irving, che dal numero 5 ha ricevuto un importante sostegno nel momento difficile delle ultime Finals.

D’altro canto, lo stesso JR Smith ha un ottimo motivo per non lasciare l’Ohio. E’ lì, infatti, che ha raggiunto una maturazione che gli ha permesso di affermarsi come fondamentale role-player. Forse, altrove ricadrebbe nel baratro della sua discutibile condotta. Per il bene di tutti il matrimonio tra i Cavaliers e JR Smith deve continuare, magari finché ritiro non li separi.

Jr Smith Cavs

Jr Smith, nell’ultima stagione, è stato la guardia titolare dei Cavs

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