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L’importanza di chiamarsi Olimpia Milano

di Niccolò Arenella
Ale Gentile Olimpia Milano


“Ultimo minuto, TUTTI IN PIEDI!!”

Impossibile per chiunque fosse al forum il 16 Aprile 2014 dimenticare l’urlo dello speaker di Milano, in preda all’ estasi del vedere la squadra meneghina avanti a pochissimo dalla fine di gara-1.
L’euforia di quei giorni era contagiosa, soffiava aria di rivalsa con le magliette “Red shoes are back” distribuite a tutti i tifosi per creare un clima da gladiatori ad Assago.

Una favola che purtroppo non ebbe un liete fine; dodici punti sprecati a due minuti e mezzo dalla sirena, regalarono la prima cocente sconfitta che porterà poi “l’armata gialla” di coach David Blatt, a raggiungere le Final Four 2014.

Due anni dopo, con nuovo formato e squadra l’Olimpia ritenta l’impresa di sedersi sul trono d’Europa sfidando al debutto casalingo proprio gli israeliani.

ON THE BENCH

Il tenero Jasmin

A vederlo dalle prime file Jasmin Repesa, 55enne di Čapljina, già intimorisce solo con la sua presenza fisica.

Al secondo anno sulla panchina bianco-rossa fresco di vittoria della supercoppa italiana, che fa seguito al double campionato/coppa italia della stagione precedente, il coach croato è chiamato a guidare i suoi al salto di qualità.

Con un roster decisamente molto lungo e di livello esistono problemi di abbondanza sugli esterni ma decisamente più corte le rotazioni sotto le plance, problemi che verranno sicuramente sopperiti dal gioco in velocità dell’anno scorso.

La problematica principale risiede dai minuti in cui Raduljica non calcherà il parquet.

Come detto da Portaluppi nella nostra intervista di ieri (che potete trovare qui), il serbo difficilmente potrà correre per 30/35 minuti con un gioco dispendioso come quello di Repesa e questo potrebbe portare ad un eccesivo sbilanciamento nel cercare il lungo, nei minuti in cui è in campo, con conseguente snaturamento del gioco di Milano.

Passando ai lati positivi la qualità del gioco espresso nelle gare di supercoppa, l’organizzazione della transizione ed il camaleontismo tattico , ampiamente dimostrato dal miglior precampionato di da anni (Partite ufficiali incluse siamo ad un bilancio di 9-1 con unica sconfitta contro Bamberg) fanno ben sperare il club di Piazzale Lotto.


Soprattutto durante la fase di transizione l’ abilità di un giocatore come Kruno Simon, che permette di tirare da 3 prima che la difesa si schieri, fa si che si liberino spazi sui ribaltamenti di fronte.


Anche l’arrivo di Hickman permetterà finalmente a Repesa di dividere la regia tra tre giocatori, tutti diversi tra loro, lasciando per lunghi tratti due playmaker in campo.


Nella mutevolezza di squadra passerà molta di questa Eurolega, contro Avellino abbiamo visto che durante l’assenza di Radulijica Mclean e Macvan si sono alternati nel marcare Fesenko, vero e proprio totem irpino, sfruttando l’accoppiamento dal perimetro e la maggior mobilità, importantissimo per eliminare il deficit fisico; inoltre l’ Olimpia sfrutta una difesa molto aggressiva ricca di cambi di marcatura rapidi in virtù della capacità dei giocatori di difendere in più ruoli come Cerella aggiunto alla rotazione delle ali o Pascolo in versione centro contro Cremona, senza dimenticare anche la preziosa polivalenza di Zoran Dragic a rimbalzo.

Contando su questi aspetti lo staff tecnico dovrà lavorare duramente per avere la meglio di quelle 7/8 squadre, secondo Repesa, a livello di Milano in questa prima fase.



THE PLAYER’S TRIBUNE

Indicaci la via o mio pastore

Una squadra decisamente piena di talento che al momento trova in Kruno Simon la sua stella più lucente.

Il 31enne croato a differenza dell’ ultima post season, in cui si era infortunato durante l’ultima partita degli europei, ha fatto pochissime vacanze passando dal preolimpico alla ripresa delle attività con l’intermezzo, e che intermezzo, delle olimpiadi a Rio presentandosi in una forma stratosferica.

Come abbiamo visto nella prima delle due partite contro Avellino, dare la palla in mano a lui significa consegnarla al miglior tiratore da dietro l’arco della squadra creando così opportunità anche per tutto il team.

Oltre a ritrovare il croato i meneghini si sono scatenati sul mercato, segnando una netta differenza con le altre formazioni di serie A e ponendosi ai massimi livelli in Europa, aggiudicandosi le prestazioni di Hickman, Dragic, Pascolo, Abass, Fontecchio oltre al già citato Radulijica un centro non solo imponente fisicamente (quasi 120 kg) ma anche con ottima rapidità di piedi e mani educate sopra la media.

L’ex Maccabi Ricky è il fattore che cambia non solo la regia ma aggiunge esperienza in questa manifestazione, mancano 24 punti a quota mille in Eurolega, che lo ha già visto vincitore della competizione nel 2014 in maglia giallo-blu.

Lo sloveno Zoran invece sia a Malaga che al Khimki ha fatto vedere di poter essere incisivo in questa competizione e anche senza il talento cristallino del fratello, celeberrimo play degli Heat, fa dell’intelligenza e del polimorfismo le sue armi migliori; In supercoppa non solo ha vinto il premio come miglior rimbalzista ma ha anche difeso e segnato, mostrando grande opportunismo nei recuperi e grande abilità nel movimento senza palla.

Le conferme non sono da meno degli acquisti e tra tutti rispondono ai nomi di Alessandro Gentile, Mantas Kalnietis e Rakim Sanders.

L’ex capitano, dovrà dimostrare molto in questa stagione anche se non tanto a livello di talento (miglior marcatore della prima fase della scorsa eurolega con 20.0 punti di media a partita) ma quanto a livello di scelte, consapevolezza e maturità.

Passato il tormentone del passaggio o meno a Houston e quello della perdita dei galloni da leader, in favore di Cinciarini, si chiede ad Ale un maggiore coinvolgimento dei compagni evitando di incaponirsi, cercando di vincere le partite da solo, mostrando anche grandissima dedizione difensiva come contro Cremona e mettendosi al servizio della squadra.

Il lituano invece, arrivato nella scorsa stagione solo dopo l’eliminazione dal girone, ha ricevuto le chiavi della squadra in quanto non solo talentuoso, ma agguerrito e quadrato in grado non solo di mettere ordine alla squadra, ma anche capace di giocare in coppia con un altro play per dividersi la regia come in nazionale.

Sanders invece deve dimostrare di essere decisivo in Europa quanto lo è in campionato, anche se ha ancora in corso una serie di 10 partite con doppia cifra di punti (Otto con Sassari e due con Bamberg).

Semplicemente devastante l’anno scorso con i premi di MVP sia delle coppa italia che dei playoff (per il secondo anno di fila); i mismatch contro i pari ruolo,vista la stazza, possono garantire un ventaglio di soluzioni visto anche il buon tiro che dispone.

Nella vecchia guardia menzione speciale per Andrea Cinciarini, che nel 2016 ha giocato livelli altissimi in coppa prima che un infortunio lo bloccasse limitandone il minutaggio nei playoff e facendoli perdere la nazionale, oltre che al beniamino del forum Bruno Cerella, che dopo i problemi contrattuali estivi è tornato più carico che mai per aggiungere la sua grinta difensiva nei minuti che avrà a disposizione.

Belli belli in modo assurdo

WE FEEL DEVOTION

Calorosi?

Come sulla sponda rossonera del naviglio, quando c’è la champions, anche il forum nelle notti europee gonfia il petto d’orgoglio trasformando il palazzo in una vera e propria arena.

L’impresa non sarà sicuramente facile in un mini campionato con squadre del calibro di CSKA, Fenerbahce, Real Madrid o Barcellona; giocare in casa dev essere una motivazione extra per chi in campionato gioca ogni gara con la pressione sul collo delle grandissime aspettative della piazza.

Il sogno è quello di riportare quella coppa che manca dal 1989 e guarda caso l’avversario era proprio quel Maccabi che testerà le ambizioni di questa squadra.

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