Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDetroit PistonsAndre Drummond: la ruota motrice dei Detroit Pistons

Andre Drummond: la ruota motrice dei Detroit Pistons

di Riccardo Olivieri

“I worked hard this summer on all aspects of my game. The work is just showing.”

Andre, ce ne siamo accorti anche noi. I tifosi di Detroit ed i fantallenatori che hanno creduto in te ringraziano, i derelitti Milwaukee Bucks per niente.

La partita di Drummond è stata semplicemente spettacolare: il tabellino mostra 20 punti e 23 rimbalzi (8 offensivi) con 2 rubate e 3 stoppate. Il tutto davanti a Greg Monroe, ex compagno di squadra che veniva sacrificato per lasciare al prodotto di Connecticut il ruolo di centro. Il nostro ha inoltre preso almeno venti rimbalzi per due partite consecutive: davvero niente male.

A Monroe e Plumlee sono rimaste solo le briciole: i due centri hanno totalizzato appena 10 rimbalzi in due. A dire il vero tutta la squadra di coach Kidd è sembrata un po’ imballata, non solo a causa di Detroit. Ai pistoni va però il merito di essersi piazzati dove i cervi proprio non potevano gradire.

 

IL CONFINE TRA ESSERE O NO UN ALL STAR

Diciamo che Drummond un giretto su questa linea ogni tanto lo fa. Se per essere all star bastassero le cifre, il centro titolare della Eastern Conference sarebbe sempre lui. Ha però un difetto macroscopico che le difese NBA di oggi tendono a punire.

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LA SHOT-CHART DI ANDRE DRUMMOND

Avete indovinato: il range di tiro. Questa chart è riferita alla passata stagione ma la musica è più o meno la stessa. I 16 punti di media testimoniano come le difese riescano ad adattarsi alla sua fisicità dirompente. DeAndre Jordan, in assoluto uno dei centri più simili a lui, tira (si fa per dire) col 22% in più. Detto questo, 16 punti non sono briciole e 23 anni sono pochissimi. I margini di miglioramento ci sono eccome. Nella lega che esalta i “fac totum” alla Westbrook o i “segna totum” alla Curry, lui non si può ancora considerare un all star. La verità è che probabilmente a lui neanche interessa: il suo scopo è solo quello di riportare i Pistons ai playoff.

 

LE PROSPETTIVE DEI PISTONS

Ovviamente è troppo presto per esprimere giudizi sul quinto posto attuale. Le avversarie affrontate invece possono già dare un’idea della dimensione di Motown. La sconfitta contro i Raptors ci può assolutamente stare: i canadesi ad oggi sono candidatissimi a ripetere il secondo posto della passata stagione, sempre che Boston ed Indiana non inizino ad ingranare. Le vittorie contro Orlando e Milwaukee sono invece un ottimo segnale. L’inizio di queste due squadre non è certo stato brillante ma, roster alla mano, ad oggi restano candidate per la post season. Tutto questo, tra l’altro, senza Reggie Jackson, vero crack dei Pistons.

La prossima partita contro i Knicks vedrà Drummond sgomitare contro i vari Noah e Porzingis. Anche New York ha intenzione di riprendersi palcoscenici importanti, lo scontro si preannuncia interessante.

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