Buona settimana, in casa Minnesota Timberwolves. Dopo le difficoltà, delle prime sei partite, qualcosa è cambiato a Minneapolis. Prima di tutto, è stata chiusa la prima settimana, con un record vincente (2-1), grazie alle vittorie sui Lakers e ad Orlando con i Magic. Secondo, i cosiddetti big 3, stanno sfornando prestazioni monstre. In particolare, Andrew Wiggins e Zach Lavine. Entrambi hanno ritoccato il proprio career-high in settimana. Ma andiamo con ordine.
I protagonisti della settimana… Wiggo e Zach
@Orlando
Contro i nuovi Magic, Zach LaVine è stato il mattatore del match. Privi di Ricky Rubio, i Wolves hanno presentato ancora Kris Dunn come play titolare. Opaca la prestazione del rookie, invece splendente quella di LaVine. 37 punti (career high) con 7/9 da 3, in 36 minuti. Un miglioramento impressionante, che però, era necessario al bi-campione del dunk contest. Necessario, per aggiungere un ulteriore dimensione al suo gioco super atletico. A LaVine si sono aggiunti un KAT da 20p+11r, e un Wiggins da 29p. Oltre a loro, l’ottimo Muhammad (a inizio anno lo avevamo sottolineato, tanti punti nelle mani) da 13 con 4/6 al tiro. Minnesota è scappata subito con un parzialone da 39-17 nel primo quarto, salvo poi mantenere il vantaggio, senza crollare (come al solito) nel terzo quarto. Tutti perfetto, per la prima road-win dei T-Wolves.
vs Clippers
Subito dopo l’ubriacante vittoria con i Magic, è arrivata la doccia fredda con i Clippers. Uno stop che tutto sommato era preventivato. I Losangelini sono la squadra più in forma dell’intera lega. Primi, per rendimento difensivo su 100 possessi, e una sola sconfitta, a fronte di otto (ora 9) vittorie. Minnesota però è rimasta a guardare tutta questa magneficenza dei Clippers, senza provare ad opporsi. Non c’è nemmeno stata la solita partenza a razzo del primo quarto. I Clippers sono subito andati a +13 nel primo parziale e poi hanno condotto tranquillamente, fino al 119-105 finale. Los Angeles ha tirato quasi con il 50% da 3 e tutto il quintetto titolare è andato in doppia cifra. Ora come ora, nessuno sta riuscendo a difendere sui Clippers, ma, se vengono lasciati questi numeri, è praticamnete impossibile. Thibodeau in conferenza ha detto che i Wolves non sono ancora abbastanza consistenti, però c’è da fare meglio, in ogni singolo aspetto del gioco.
vs Lakers
Andrew Wiggins’s night. La notte di Wiggo. I Wolves arrivavano da un record di 2-6 e affrontavano la sopresa di questo inizio di stagione: i Lakers (6-4) di coach Luke Walton. Oltre alla disparità di record, c’erano LaVine, Muhammad e Brandon Rush out. Molto spesso in NBA, si usa il termine step up, ovvero fare un passo in avanti. Termine che ha dato il titolo anche ad un film. Ecco, contro i Lakers, per la regia di Tom Thibodeau, l’oscar è andato ad Andrew Wiggins. 47 punti (career-high), 14/21 dal campo, 2/5 da 3, e 17/22 ai liberi. Non ha fatto tutto da solo, però. Alla ribalta è salito anche un grande Nemanja Bjelica da 24 punti (career-high) alla sua prima da titolare in NBA. In più, c’è stato il solito KAT, da 22+12, un buon Rubio, (alla seconda dopo l’infortunio) da 10+10 e un solido Payne dalla panchina, con 10 punti. Vittoria di fondamentale importanza, contro una diretta avversaria. Ora anche la classifica, prende fiato.
La squadra sta migliorando. La difesa ancora latita un po’, ma i Twolves sono i secondi per punti su 100 possessi (SECONDI!), dietro solamente ai Warriors. E hanno tre uomini che vanno stabilmente vicino e oltre i 20 punti di media. The future is big.

