Prima partenza in quintetto per Ingram

di Felice Caporaso
ingram Kobe ed Ingram

Continua a passo spedito il processo di inserimento di Brandon Ingram nello scacchiere gialloviola da parte di coach Walton. Nell’ultima partita giocata all’ Oracle Arena contro i Golden State Warriors (persa 106-149), complice anche l’assenza di Julius Randle,per la prima volta in stagione Ingram è partito nello starting five dei Los Angeles Lakers. Il prodotto di Duke University non si è fatto trovare impreparato ed ha messo a segno 16 punti con 6/12 al tiro (2/4 da dietro l’arco) 3 rimbalzi ed 1 assist in 34 minuti di utilizzo.

 

Il graduale inserimento

 

Se ne facciamo una questione statistica, Ingram viaggia a 7 punti,3 rimbalzi, 1.7 assist e 0.4 stoppate con il 40% dal campo in 22.5 minuti a partita. E’ risaputo però che nel basket i numeri contano ma fino ad un certo punto,ed infatti per valutarne l’inserimento nei meccanismi gialloviola bisogna tener conto anche di tanti altri fattori. Lasciando stare un attimo i numeri, è palese l’intenzione dello staff dei Lakers di dare ad Ingram tutto il tempo necessario per maturare e diventare il giocatore devastante che molti nella Città degli Angeli aspettano.

Va ricordato infatti che il ragazzo ha appena 19 anni ed è stato chiamato con la seconda scelta assoluta da una franchigia non abituata certamente ai risultati delle ultime deludenti stagioni, quindi la pressione mediatica non manca affatto. Se poi a tutto questo si aggiunge che questa è la prima stagione del post Kobe e che i tifosi Lakers sono alla ricerca di un nuovo idolo ,ecco che le aspettative sul giovane prodotto di Duke salgono a dismisura. La scelta di Coach Walton è più che condivisibile sotto tutti gli aspetti e sta già portando i primi frutti.

 

 

Potenzialità enormi

 

Ingram in questo primo scorcio di stagione ha lasciato intravedere un potenziale incredibile: mano molto educata,ball handling già di buon livello,capacità di costruirsi un tiro in qualunque momento sono solo alcune delle armi a disposizione. Ingram vede e pensa pallacanestro, infatti in più occasioni lo abbiamo visto iniziare l’azione con la palla in mano cosa che ,attenzione, nel sistema dei Lakers non significa necessariamente essere il playmaker in campo, ma è comunque un indizio sulla fiducia che Walton ha in questo ragazzo. Nelle ultime uscite sta alzando anche le sue percentuali e sta prendendo un minimo di continuità anche da dietro l’arco dei 3 punti.

Ingram sembra avere tutte le carte in tavola per diventare un realizzatore di primissimo livello anche in una lega di fenomeni come la NBA. Partita dopo partita è sempre più sicuro dei propri mezzi,sa di avere i riflettori puntati su di sé ma sa anche benissimo di avere la fiducia di tutto l’ambiente che lo circonda.

 

 

I limiti

 

I limiti di Brandon Ingram sono soprattutto, per il momento, di natura fisica. Ha un’apertura alare fantascientifica (221 cm) ma è un po’ leggerino per essere un 206 cm,infatti pesa appena 87 Kg il che lo fa andare sotto a livello fisico praticamente con tutti i pari ruolo della NBA. Il problema si presenta in entrambe le metà campo poiché in fase difensiva non riesce a tenere botta contro giocatori più grossi e più forti fisicamente e in attacco non assorbe i contatti per poter concludere bene anche nel traffico del pitturato. Sicuramente lo staff di LA ha un programma dettagliato e graduale per aumentare la massa muscolare di Ingram ma senza appesantirlo troppo,visto che si tratta comunque di un giocatore che fa dell’agilità uno dei suoi punti di forza.

 

Il processo di crescita di Ingram continua, la prima partenza in quintetto è solo un’altra tappa del percorso.

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