Marc Gasol, la superstar silenziosa

di Daniele Guadagno

Quando si parla delle superstar NBA, i nomi che vengono in mente sono sempre gli stessi: King James, Russell ‘The Beast’ Westbrook, i big-three della Baia oppure Anthony  Davis. E poi c’è lui, Marc Gasol, uno dei giocatori che in NBA non godono di un’eccessiva visibilità, al contrario di altri giocatori come i sopracitati.

In otto anni passati con i Memphis Grizzlies, Gasol ha messo in mostra tutte le sue qualità dimostrando di non essere solo il fratellino del più famoso Pau- Marc infatti è un centro moderno dotato di un fisico possente e mani da pianista con cui è in grado di effettuare passaggi degni di. Inoltre il suo gioco in post è eccezionale cosi come la sua difesa asfissiante che nel 2013 gli è valso il premio difensore dell’anno.

In questo scorcio di stagione lo spagnolo sta viaggiando a 20 punti, 4 assist (massimo in carriera) e 6 rimbalzi ad allacciata di scarpe. Il dato che però balza all’occhio è quello relativo al tiro da tre punti: nelle sue prime otto stagioni NBA ha tentato 66 triple mandandone solo 12 a bersaglio. Quest’anno ne segna 2 a partita tirando con un irreale 44%. Anche se nella NBA moderna non stupisce più vedere un lungo segnare da oltre l’arco, fa notizia sapere che Gasol ha una percentuale superiore a gente come Curry e Irving, maestri nel tiro da fuori.

L’infortunio al piede della scorsa stagione ormai è solo un brutto ricordo. L’autunno ha fugato di fatto ogni dubbio: Marc Gasol è tornato e per giunta più forte e completo di prima. I suoi Grizzlies la scorsa notte hanno annichilito in casa Golden State, collezionando la sesta vittoria di fila. Man of the match ovviamente il catalano grazie ai suoi 19 punti, 8 rimbalzi e 6 assist. Il tutto senza Parsons, il veterano Carter e soprattutto senza Conley.

Se i Grizzlies sono tornati a far paura, il merito è soprattutto di uno spagnolo con la maglia numero 33 sulle spalle.

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