Home NBA, National Basketball AssociationNBA Passion AppLa nuova attrazione di New York: Kristaps Porziņģis

La nuova attrazione di New York: Kristaps Porziņģis

di Luca Previtali

Cosa si prova quando si sente la voce del commissioner NBA che pronuncia il tuo nome, trasformando in realtà tutti i tuoi sogni e il pubblico comincia a far sentire il suo enorme disappunto? Kristaps Porziņģis ha provato questa sensazione sulla sua pelle e non deve essere stato molto confortante.

Kristaps-Porzingis-Knicks-Fan-Cry

La tragicomica sceneggiata del piccolo tifoso dei Knicks alla chiamata di Porzingis

Il 26 giugno 2015, al Barclays Center di Brooklyn (New York) si svolgeva il Draft e quando Adam Silver ha annunciato con la frase “solenne”: “With the 4th pick in 2015 NBA Draft, the New York Knicks select….Kristaps Porziņģis!” tutto il pubblico ha cominciato ad inveire e non perché ci si trovava nella casa dei rivali Brooklyn Nets. Sono stati proprio i tifosi dei Knicks a protestare vistosamente contro la chiamata della loro franchigia, memori delle brutte esperienze degli anni precedenti. Nonostante la disastrosa accoglienza, il lettone si è presentato sul palco con un gran sorriso oltre ad indossare il consueto cappellino della nuova squadra, mentre dagli spalti partivano bordate di fischi, pollici rivolti verso il basso e un bambino addirittura piangeva incredulo.

Kristaps Porzingis in maglia lettone.

Porzingis, a distanza di un’anno e mezzo da quel giorno, ha trasformato il gran malessere dei suoi tifosi in applausi. Ebbene sì, il giovane cestista proveniente dall’est Europa è riuscito a conquistare la fiducia di una città difficile come New York, grazie al suo talento e alla sua incredibile personalità.
Sfido chiunque a trovarsi in una situazione simile e a non lasciarsi prendere dal panico; invece Porzingis ha reagito da grande professionista e, nonostante i suoi 20 anni, ha dimostrato al mondo che con il lavoro e la determinazione niente e nessuno può fermare il proprio destino. Sì, perché Kristaps è un predestinato a tutti gli effetti…

Nato in Lettonia da una famiglia di cestisti, il ragazzo mostrò fin da subito la sua grande propensione per il gioco, fino a quando all’età di 15 anni venne chiamato nelle giovanili del Siviglia. Malgrado qualche problema di salute riuscì ad approdare in prima squadra ed infine a volare negli Stati Uniti per giocare nella NBA.
Porzingis è un ala grande di spicco, è un gigante di 2 metri e 21 centimetri e senza ombra di dubbio sa farsi valere nel pitturato; però, si contraddistingue anche per altre caratteristiche: un controllo del corpo favoloso e una perfetta qualità di tiro. Schiaccia e danza sul parquet facendo strabuzzare gli occhi al pubblico del Madison Square Garden e degli altri palazzetti NBA; ha medie da All-Star con 20,1 punti, 7,6 rimbalzi e quasi 2 stoppate a partita (e per ognuna di queste stoppate inferta agli avversari dona 500mila dollari ad un’associazione che si occupa di promuovere il basket tra i giovani della città). Insomma, questo ragazzo si sta rivelando un campione in campo, ma anche fuori, distinguendosi per essere una persona molto rispettosa e cordiale, oltre che generosa.

Domina Porzingis, domina eccome! Fin dall’inizio della sua esperienza con i Knicks è stato messo al centro della ribalda, tanto da essere protagonista di una specie di sondaggio nato per decidere il suo soprannome. Kristap ha conquistato tutti, anche i suoi compagni di squadra e sta diventando sempre più il simbolo di questa franchigia.

La sua maglia, la numero 6, è la più venduta in assoluto, proprio perché con lui e, soprattutto, grazie a lui, New York può sognare di nuovo, può sperare di competere per un titolo che manca ormai dal 1973. Non quest’anno però; in questa stagione i Knicks potranno arrivare a combattere per un buon risultato nei Playoffs, ma per l’anello non sono ancora pronti, anche se il roster newyorkese presenta pezzi grossi come il grande leader Carmelo Anthony e il neo acquisto Derrick Rose. D-Rose non è stato l’unico acquisto dei Knicks, che, quest’anno, hanno dato vita ad una vera e propria ricostruzione ed è per questo che c’è bisogno di tempo e col tempo chissà, magari il Larry O’Brien Trophy potrà finalmente essere alzato nel cielo della Grande Mela dopo oltre quarant’anni.
Per il momento nel cielo di New York si è innalzata una nuova torre, una torre che prende il nome di Kristaps Porziņģis!

You may also like

Lascia un commento