Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston CelticsIsaiah Thomas, il piccolo-grande leader dei Celtics

Isaiah Thomas, il piccolo-grande leader dei Celtics

di Eugenio Petrillo

Nella pallacanestro la fisicità, l’atletismo e il dinamismo sono elementi essenziali e quasi indispensabili per poter sfondare.
Questi requisiti sono fondamentali soprattutto in NBA, la lega di maggior spicco al mondo.
Russell Westbrook e LeBron James per citare alcuni degli esempi di campioni (o meglio fuoriclasse) che fanno del loro fisico l’arma principale.
La NBA non è però esclusiva dei super atleti, Isaiah Thomas ne è la prova perché è alto appena un metro e settantacinque per ottantaquattro chili di peso. Ma andiamo a conoscerlo meglio…

Gli albori del giovane Isaiah Thomas

Nel luglio 1989, in quel di Tacoma (Washington), nacque un ragazzo che negli anni a venire diverrà famoso per il suo ‘non-fisico‘: il sopracitato Isaiah Jamar Thomas (quasi omonimo del più conosciuto Isiah Thomas).
Dopo un discreto periodo universitario ai Washington Huskies, approda in NBA nel 2011 come sessantesima scelta assoluta dei Sacramento Kings.
Gli anni ai viola da rookie sono difficili (l’ambiente della capitale della California è risaputo) ma comunque buonissimi, ben figura successivamente anche ai Phoenix Suns ed infine passa a metà stagione 2014-15 ai Boston Celtics.

Celtics Pride

A Boston avviene l’esplosione definitiva di Thomas: il suo nome e la sua faccia simpatica comincia a finire sulla bocca e sulle bacheche social degli appassionati.
Incrementa notevolmente i suoi numeri alla casella ‘media punti realizzati’. In questo momento è il quarto miglior realizzatore – dietro a Westbrook, Davis e Harden – della stagione con 28.2 punti di media in 33.9 minuti di impiego.
Nonostante la stazza, Isaiah Thomas, si è preso sulle spalle i Celtics come un gigante e li sta spingendo ben oltre le più rosee aspettative prestagionali.
Il numero 4 gode della totale fiducia dei compagni ed è entrato nelle grazie di coach Brad Stevens, che ha fatto di lui un vero e proprio leader.
Contro gli Atlanta Hawks – in una delle ultime uscite – ha realizzato il canestro decisivo, dimostrando di possedere un certo killer instinct.

“Volevo chiamare timeout, ma Thomas mi ha fatto segno di no e mi sono detto  «Va bene, vai e vinci la partita»”.
Brad Stevens

Dal canto suo l’ex Sacramento – che si è battezzato “King of the fourth” (Re del quarto quarto) – ha rincarato la dose dicendo:

“Ho visto Bazemore in difesa su di me con sguardo di sfida sicuro che non avrei segnato. Mi dispiace per lui, ma avevo altri programmi.”

Assieme ad Horford, Bradley e Smart (simpatico che uno con un cognome così sia in squadra proprio con Thomas) stanno rendendo Boston un vero pericolo nella Conference orientale.

Allen Iverson e Isaiah Thomas a 27 anni

Allen Iverson e Isaiah Thomas a confronto

Isaiah non ha paura di penetrare in area e prendersi qualche ‘randellata’ da colleghi con una stazza decisamente più imponente.
Un paragone che va preso assolutamente con le pinze, è con l’Hall of Famer Allen Iverson: notiamo una certa somiglianza sia di struttura fisica che di statistiche.
Nonostante questa attitudine, il suo attacco preferito è quello dell’arresto e tiro dalla media-lunga distanza.
Con questo movimento e una mano di assoluta precisione, riesce a realizzare tantissimi punti, anche e soprattutto nei momenti decisivi della partita. L’ultimo esempio è nel match al TD Garden contro i Charlotte Hornets: nel finale quando la partita andava portata a casa, Thomas ha ‘infilato’ diversi canestri da tre e dalla media che hanno chiuso i conti, mandando in visibilio il palazzo del West End di Boston.

Ecco un tipico step back di Thomas. Vittima: Charlotte.

Rivalsa al posto giusto nel momento giusto

Nel 2011, al momento della scelta (la sessantesima, va ripetuto) nessuno si aspettava queste prestazioni e questi numeri.
A causa della sua altezza non è mai stato considerato quanto fosse giusto, né ai tempi dell’università agli Huskies né nei primi anni in NBA. La trade che lo portò da Phoenix a Boston subito dopo l’All Star game 2015 gli è rimasta impressa. Al suo ritorno alla Talking Stick Resort Arena, infatti, partendo dalla panchina, ne mise 21 con tanto di occhiataccia dopo un gioco da quattro punti decisivo: giocata che regala al suo nuovo team il +4 a poco più di un minuto dalla fine.

Il piccolo-grande uomo sta facendo ricredere tutti, partita dopo partita. Questo momento di rivalsa è arrivata proprio nel momento giusto della sua carriera e nel posto giusto.
È bello infatti vedere come la ‘new gen‘ dei Boston Celtics parta proprio da Isaiah Thomas.
Sta aiutando tantissimo i verdi nella ricostruzione e Boston sta aiutando lui a migliorarsi in tutti gli aspetti tecnici fondamentali.
La strada intrapresa è quella giusta, per lui e con lui i Boston Celtics alla conquista di nuove vittorie, come da tradizione.
Quel che resta da vedere è fin dove si spingeranno – in questa stagione – i ragazzi del Massachusetts.
Saranno sicuramente un pericolo nei playoffs, una mina vagante. Attenzione: più che mina vagante, il proiettile è proprio Isaiah Thomas con la maglia numero 4.

Boston Celtics guard Isaiah Thomas (4) gestures from the bench to a fan in the fourth quarter of an NBA basketball game against the Milwaukee Bucks, Thursday, Feb. 25, 2016, in Boston. (AP Photo/Elise Amendola)

 

 

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