Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCleveland CavaliersI Cleveland Cavaliers sentono la mancanza di casa

I Cleveland Cavaliers sentono la mancanza di casa

di Andrea Ranieri
Cleveland Cavaliers

Risultati alterni in trasferta per i Cavs

I Cleveland Cavaliers hanno giocato le ultime sei partite lontani dalla Q Arena. Il risultato, a livello di record, è stato di tre vittorie e altrettante sconfitte. Tre vittorie che potremmo definire “di ordinaria amministrazione” contro Nets, Suns e Kings, a bilanciare l’inattesa sconfitta a Portland, quella a Utah (contro una squadra molto in forma) e soprattutto il tonfo a Oakland contro i Warriors.

Un periodo non molto positivo per la squadra del Re, reduce da quattro sconfitte nelle ultime sette partite. La tendenza ormai è chiara: i Cleveland Cavaliers sono una squadra quando giocano alla Q Arena (record 18-3) e si trasformano negativamente in trasferta (11-8). E il recente road trip ha dimostrato che la tendenza non sembra volersi invertire. Come sempre, nella pallacanestro, niente avviene senza un motivo. Il periodo di calo dei Cavs si può spiegare anche e soprattutto a livello tecnico.

La difesa dei Cleveland Cavaliers non funziona

I Cleveland Cavaliers, negli ultimi sei incontri, hanno concesso 110 punti di media. Il culmine è stato raggiunto coi 126 subiti alla Oracle Arena. E’ chiaro, in regular season LeBron James in difesa si prende delle pause, Irving e Love non sono grandi difensori e, eccezion fatta per Liggins, Shumpert e Thompson, la squadra in generale non abbonda di elementi in grado di difendere il proprio canestro con grande costanza. Nonostante questo, i Cavs, pur non brillando da questo punto di vista, in questa stagione avevano messo in mostra una difesa quantomeno nella media. Una difesa che spesso era più efficace proprio in trasferta. Forse la stanchezza, forse la voglia di preservarsi per i momenti che contano hanno indotto i giocatori in maglia Cavs a prendere sottogamba i loro compiti difensivi. Sicuramente coach Lue non mancherà di sottolinearlo. La prima cosa da fare è trovare un uomo in grado di guidare i compagni nella fase difensiva, che possa lo stesso Shumpert? Il numero quattro sta dando segnali positivi in questa stagione, dargli fiducia da questo punto di vista può essere un’idea.

Iman Shumpert potrebbe essere l’uomo ideale per dare una scossa alla difesa dei Cleveland Cavaliers

Anche gli ingranaggi offensivi sembrano inceppati

Nelle ultime quattro partite del viaggio ad Ovest i Cleveland Cavaliers hanno segnato meno di 100 punti di media (97,25). Per una squadra abituata ad essere tra i primi tre attacchi della lega questo dato non può non far sospettare che il meccanismo offensivo si sia leggermente inceppato. Parte tutto, come sempre, dai Big Three, che hanno in mano le chiavi della squadra. Abituati a produrre 70 punti di media in tre, nelle ultime quattro partite ne hanno segnati “solo” 51,5. Il calo più vistoso è sicuramente quello di Kevin Love, che addirittura contro i Warriors ha messo a segno solo tre punti. I minuti nelle gambe delle tre star sono tanti, il calo è fisiologico, certamente il loro talento tornerà a brillare. Quello che più preoccupa coach Lue è pero la sterilità del movimento di palla da parte dei Cavs negli ultimi quattro match (1-3 di record). Gli assist a partita in questo periodo di calo sono stati pari a 16,75, che in assoluto sarebbe il peggior dato della lega. Vero è che se James, Irving e Love producono meno, gli altri trovano minori spazi; ma Lue è consapevole che i Cleveland Cavaliers non devono ricadere nel vecchio errore del cattivo uso degli isolamenti. Forse tornare a respirare l’aria di casa sarà di aiuto anche da questo punto di vista. Home sweet home.

Irving e James sono gli uomini che possono restituire linfa all’attacco dei Cleveland Cavaliers

 

 

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