Il trend in questa stagione NBA sembra chiaro e sembra destinato a ripetersi per il terzo anno consecutivo: Cleveland Cavaliers ad Est, Golden State Warriors ad Ovest, tutte le restanti franchigie a guardare lo spettacolo.
Ad eccezione proprio dei Cavaliers di LeBron James, freschi freschi di trade per arrivare a Kyle Korver, ed i Warriors, che con Kevin Durant in estate hanno aggiunto qualcosa di veramente unico ad un roster già molto competitivo, tutte le altre potrebbero muovere qualche pedina, scambiare qualche giocatore prima della trade deadline. Chi per evitare di perdere giocatori in estate da unrestricted free agent, quindi senza guadagnare nulla in cambio, chi per completare il roster cedendo qualche pezzo di troppo, colmando così qualche lacuna.
Il 23 febbraio ci sarà la trade deadline, gli ultimi scambi dovranno essere completati entro quella data. Andiamo a vedere franchigia per franchigia NBA su chi non dovrebbero puntare più o meglio su chi dovrebbero puntare per ricostruire o puntellare il roster: dopo aver parlato di chi si trova ai bassifondi della lega e le franchigie nel limbo tra i playoffs ed il tank, andiamo a vedere 5 squadre ad Est che dovrebbero muovere qualcosa per migliorarsi.
Detroit Pistons: Reggie Jackson
I Pistons pensavano di essere molto più avanti nel processo di ricostruzione rispetto a quello che sta dicendo quest’anno il campo: la scorsa stagione sono arrivati ai playoff, con Drummond e Reggie Jackson a reggere la baracca, e tanti giocatori di contorno di buonissimo livello, come Kentavious Caldwell-Pope, Harris (arrivato da Orlando). Detroit era terra di conquista, quest’anno sono arrivati 9 sconfitte e 12 vittorie, con 15 sconfitte in trasferta. Totale? 21 vittorie e 24 sconfitte, record che vale il nono posto ad Est ad una gara di distacco dai Chicago Bulls.
Uno dei giocatori che potrebbe partire, da cui i Detroit Pistons potrebbero ottenere qualcosa di interessante in cambio? Ovviamente Reggie Jackson, che stando a quanto riportato in settimana, sarebbe finito nei radar dei Minnesota Timberwolves. Contratto garantito fino al 2020, un amore per la palla forse morboso: i suoi numeri post infortunio dicono 16.8 punti, 5.4 assist, 2.3 rimbalzi, rispetto ai 18.8, 6.2 assist e 3.2 rimbalzi. A gennaio sembra aver ripreso a macinare buone cifre, 20.1 punti di media, con un infortunio ormai archiviato e che comincia a non bloccare più mentalmente il ragazzo. Ma i Pistons forse hanno bisogno di altro, di muovere qualcosa per migliorarsi. Che Reggie diventi la pedina di scambio magari per arrivare a Rubio, che con Drummond potrebbe formare una coppia molto interessante assist-man/realizzatore nel pitturato? VAI AL PROSSIMO >>>

Infortunio Reggie Jackson

