Home Eastern Conference TeamsFrom The Corner #4: Melo contro Phil

Mi dispiace veramente tanto per i tifosi Knicks. Non nascondetevi, venite alla luce, io sono con voi ovunque siate!
In fondo va ammesso che tutta questa diatriba, dopo così tanti anni veramente vaghi e senza senso che hanno attraversato, si sarebbe potuta evitare. Quanto meno per rispetto per loro. Ma si sa, sei nella Capital City e nulla viene lasciato al caso.
Ma non è che forse stiamo combattendo il nemico sbagliato? Ovvero, non è che magari il problema non è Carmelo Anthony, bensì Phil Jackson?

PHIL JACKSON A COLLOQUIO CON SPIKE LEE

A questo riguardo vorrei far notare il fatto che prima di Phil, i New York Knickerbockers avevano un record di 117-96, con una percentuale del 54.9% di vittorie e tre apparizioni ai playoffs. Dopo? Mandate a letto i bambini: 75-102, 40.7% di vittorie e zero-uovo-nisba-nada apparizioni ai playoffs, solo stagioni dove il loro Head Coach (leggi Derek Fisher) faceva lotte ataviche su Instagram con Matt Barnes, in quanto si spupazzava l’ex consorte ed un modello di attacco non insegnato ma obbligato.
Sono dati, sono numeri che potrebbero valere come potrebbero distorcere la realtà o così come la interpretiamo. Ovvio che la colpa non è imputabile ad un solo individuo, così come è ovvio che New York è una franchigia maledetta, da anni comandata con metodi medievali e poco senso pratico delle cose.
Lo chiamavano Melo-drama quando voleva andare via da Denver e lo chiamano nella stessa maniera ora che invece vuole rimanere a New York, che poi altro non è che la sua città natale, poco importa se il tizio che si è separato da poco da Jeanie Buss gradirebbe vedere altra gente nel suo ruolo; e pensare che nel 2014 lo decantava dicendo che stava appena sfiorando la superficie della sua reale grandezza. Che è successo poi?
Carmelo Anthony non è sicuramente un giocatore perfetto, ne come uomo, ma chi lo è? Da quando le voci si sono susseguite in un turbinio mediatico così ampio e ridondante, dovuto proprio al fatto che sei a NYC, le sue prestazioni non sono mai scese di livello! Ha continuato a giocare alla stessa maniera di sempre mettendo su delle ottime cifre. Guardate pure contro Atlanta, una partita infinita e durata quattro OT, ha segnato due volte il canestro per il pareggio, dopo che i suoi sono andati sotto nelle azioni precedenti.

CARMELO ANTHONY

Sono sincero, mi schiero dalla parte di Carmelo. Pianto i piedi e sto qui, in quanto trovo impossibile e sbagliato imputare gli insuccessi di squadra ad un solo giocatore. Ed inoltre è veramente fuori luogo da parte di Phil Jackson attaccare il suo miglior giocatore dicendo che non è come Michael Jordan e non è come Kobe Bryant. Sono professionisti e si devono comportare come tali. Ripeto alla luce delle precedenti statistiche: siamo sicuri che il vero problema sia Carmelo Anthony? Non si pensa che forse Porzingis non è pienamente maturato, che Noah non vale quei soldi, che Rose ancora deve ambientarsi al meglio. Non si pensa che il triangolo non va bene per i giocatori messi a roster? O che in squadra, come ha ammesso l’Unicorno lettone, ognuno pensa solo per se stesso? Allora li si che una parte di responsabilità deve andare a Carmelo, che da buon capitano dovrebbe mettere tutti in riga. Ma dove la trova la voglia se ogni giorno potrebbe essere il suo ultimo da Knickerbocker? Voi lo fareste?

Come sempre, calmi signori, calmi.

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