Difficile interpretare il draft NBA, è spesso e volentieri un terno al lotto scommettere su un giocatore o su un altro, anche nel caso delle primissime scelte. Immaginate di essere gli Indiana Pacers, nel 2010 selezionate Paul George, giocatore su cui puntate veramente tanto in ottica futura: nel 2011 avete la quindicesima scelta. Arrivano gli Spurs che bussano alla tua porta: “Non è che vorreste darci Leonard? Abbiamo George Hill se vi interessa”. Avendo una ala piccola come George, Roy Hibbert, e Collison come playmaker, lo scambio sembra davvero buono. Kawhi Leonard, Davis Bertans ed Erazem Lorbek vanno allora a San Antonio, George Hill agli Indiana Pacers.
A spiegare come andò in sede di draft ci ha pensato Budenholzer, attualmente coach Atlanta Hawks ma allora assistente allenatore agli Spurs di Popovich.
“Il draft è sempre difficile, difficile da interpretare. Ci sono tante incertezze su quanto un giocatore possa diventare forte, o sui punti deboli dei giovani…Scambiare un giocatore come Kawhi Leonard aveva senso per i Pacers, che avevano Paul George in cui credevano tanto. Noi abbiamo studiato tanto Kawhi Leonard, sentivamo che era una grande opportunità per gli Spurs”.
Il resto è storia recente: Kawhi Leonard continua a regalare numeri e giocate incredibili, George Hill è finito invece agli Utah Jazz trovando una seconda giovinezza. Mentre gli Indiana Pacers si coccolano Paul George.

