Abbiamo fatto qualche domanda ai ragazzi di Indiana Pacers Italia per fare un bilancio della situazione ad Indianapolis per il presente e per il futuro: ecco cosa è venuto fuori dalla nostra chiacchierata.
Larry Bird saluta tutti, un bilancio dei suoi Pacers? È un momento di svolta per Indiana? In che senso si muoverà ora la dirigenza?
Stagione fallimentare se si considerano le previsioni fatte in preseason (che lasciano il tempo che trovano), ma tutto sommato discreta se si considera il netto miglioramento negli ultimi 2 mesi. L’ultimo regalo di Bird, Lance Stephenson, ha dato un boost enorme a tutto l’ambiente e i risultati ne sono la prova.
Dobbiamo ringraziare Bird per tutto ciò che ha fatto ma forse era il momento giusto per lasciare l’incarico a qualcun altro, in ogni caso non saluta tutti, ma rimarrà nell’entourage e con Pritchard siamo in buone mani.
Svolta? No, Indiana manterrà la sua politica attua a migliorare il roster. Anche Pritchard stesso l’ha confermato.
Resta il fatto che il futuro prossimo di Indiana passa dalla decisione di PG, ma siamo sicuri che questo sarà l’argomento di una delle prossime domande quindi avremo modo di approfondire!
In ogni scenario che si presenterà Pritchard si troverà tra le mani non pochi nodi da sbrogliare tra rinnovi, estensioni ed inevitabili trade.
Sarà un’estate molto calda in Indiana, potete starne certi!
McMillan, stagione fallimentare per il coach, la scelta di puntare su di lui è già da essere bocciata o va testato anche un altro anno per dargli tempo di maturare con la squadra?
Non è riuscito mai a sfruttare il potenziale del roster. Ha avuto sempre difficoltà nel leggere le partite, nelle rotazioni e nel capire quando chimare i time-out. Non ha mai trasmesso fiducia ai giocatori e ai tifosi, la sua scelta è stata economica.
C’è un MA: la scorsa estate l’ingaggio di McMillan è stato fortemento agevolato da Pritchard, il quale ha convinto Bird ad affidargli il ruolo di Head Coach. Ricordiamo che Pritchard e McMillan hanno lavorato per anni insieme a Portland.
Questa storta di linea di continuità ci dà un minimo di fiducia anche se, secondo noi, McMillan è stato e sarà un anello debole degli Indiana Pacers.
Il futuro di Paul George è sempre al centro di rumors di ogni tipo: potrebbe essere sacrificato per arrivare a buoni asset in cambio, come giocatori futuribili e scelte al draft di primo piano? O il futuro deve essere con PG13? Cosa cambia con l’addio di Bird? Può essere la svolta per farlo partire?
E’ tutta pura speculazione.
La verità è che Indiana proporrà nuovamente un’estensione a George, e in base alla sua decisione ci si muoverà di conseguenza.
Ricordiamoci che con le nuove regole SE George verrà inserito in uno dei 3 quintetti All-NBA, Indiana potrà proporre un estensione ancora maggiore, quantificabile in circa $70mln in più sul totale rispetto alle altre squadre.
Se Paul George accetterà l’estensione rimarrà ovviamente un Pacer per il prossimi 5/6 anni, con un contratto che però andrà ad incidere enormemente sul libro paga.
Se invece PG non accetterà l’estensione si apriranno innumerevoli scenari dato che Indiana proverà ad intavolare trade per non rischirare poi di perderlo nell’estate 2018 quando diventerà free agent.
Cosa cambia con l’addio di Bird? Niente.
Anzi, siamo sicuri che l’atteggiamento e le intenzioni di Pritchrd, molto più attivo rispetto a Larry, siano piaciute moltissimo a George.
Da Myles Turner ci si aspettava una grande crescita, che c’è stata probabilmente solo in parte. Come valutate la sua stagione ed i playoffs?
Ha 21 anni compiuti da pochissimo, non ha ancora una struttura fisica adeguata al suo ruolo, e si è ritrovato a gestire la pressione di essere il C titolare.
Con solo una stagione (nemmeno completa causa infotunio) alle spalle non è facile prendersi le chiavi della difesa e proteggere il pitturato, mantenendo comunque alte le medie in attacco.
Nella seconda metà di stagione ha concentrato i suoi sforzi in parti del gioco che non vengono quasi mai evidenziate dalle statistiche, ma che sono fondamentali: ha migliorato moltissimo la sua visione di gioco, il suo posizionamento in campo e le scelte.
Gli mancano chili, muscoli e un pò di cattiveria, e l’offseason è il momento migliore per sviluppare questi aspetti. Diamogli il tempo.
Della classe 2015 a nostro avviso solo Towns e Booker hanno avuto una stagione migliore di Turner, ma giocano in squadre “pessime” dove sono loro i fari, mentre Myles non lo è. Inoltre è anche l’unico che ha fatto i playoffs, anche se sottotono. La costanza arriverà col tempo.
L’estate con Jermaine O’Neal non potrà che fargli bene.
Cosa è mancato nel primo turno per poter vincere almeno una gara della serie contro i campioni in carica?
Un pizzico di fortuna e un pizzico di esperienza. La prima per gara 1 e la seconda per gara 3.
E’ stato sweep, ma sono state 4 partite tirate fino all’ultimo…la stessa cosa non si può dire della serie con Toronto in cui i Cavs hanno passeggiato.
Chi secondo voi va confermato e chi va scambiato invece? Jeff Teague e Brooks, Lavoy Allen. Chi provare a rifirmare ed a che cifre? Provare a scambiare Al Jefferson o altri giocatori non al centro del progetto può aiutare per una free agency con tanti grandi nomi in ballo?
Teague va rinnovato a cifre non esagerate. Il playmaker è una figura delicata e, considerando le difficoltà e il tempo che ci ha impiegato a inserirsi nei meccanismi non avrebbe senso rischiare di doverne cercare un altro.
Lavoy Allen ha una team option da $4mln, dalla panchina può servire e a quel prezzo andrebbe tenuto.
L’aspetto più importante è trovare delle squadre per Monta Ellis e Al Jefferson che, oltre a essere poco utili (a volte addirittura dannosi), sono anche un peso enorme nel salary cap.
Aaron Brooks abbiamo la sensazione che sia una delle tante meteore che sono passate da Indiana negli ultimi anni, anche se un pò ci siamo affezionati.
Joe Young ha una team option e probabilmente verrà tenuto, è una buona pedina di scambio e una buona garanzia fino a quando si troverà il sostituto di Brooks.
CJ Miles ha una player option che molto probabilmente non esrciterà per cercare un contratto a cifre migliori. Dovremmo cercare di trattenerlo senza strapagarlo, è un giocatore molto importante e con una duttilità rara.
Che regalo vorreste se poteste chiedere alla dirigenza di firmare un giocatore che sarà free agent? Non i vari Curry o Durant, ma giocatori che potrebbero cambiare team.
Sogno proibito? Gordon Hayward.
Paul George offensivamente parlando è diventato una SG nel corpo di una SF, difensivamente sappiamo tutti cosa è in grado di fare.
Con Gordon avremmo ciò che manca per competere ad alti livelli: uno che attacca il ferro con costanza ma che possa anche aprire il campo.
Servono giocatori affidabili da dietro l’arco, come tra l’altro è stato ribadito nelle vare conferenze stampa dalla dirigenza.
I nomi ideali più realistici della free agency sono KCP, Otto Porter e Tim Hardaway Jr., ma saranno tutti RFA.
Il roster va migliorato anche in profondità: serve una PF di backup che apra il campo, la free agency ci offrirà sicuramente buone possibilità ma anche nel Draft ci sono ottimi prospetti.
C’è anche la possibilità che si voglia migliorare il frontcourt titolare con un PF oppure con un C spostando Turner da 4, ma secondo noi è un ipotesi molto remota.

