Estate 2016, Oklahoma City, la rabbia infervora le anime dei tifosi dei Thunder che incendiano le divise del loro beniamino o meglio ex beniamino: “KD” diventa free agent e, dopo aver ascoltato offerte in giro per la Lega, si unisce ai “nemici” dei Golden State Warriors.
Oklahoma ha avuto la fortuna di veder crescere, nel vero senso della parola, una delle ali piccole più forti degli ultimi 20 anni. Si perché Kevin si trasferì insieme a tutta la franchigia dei SuperSonics (Seattle) tra le contee dell’America Centrale dalla stagione 2008-2009.
Il primo capitolo del “Essere Kevin Durant!” coincide con la nascita dei Thunder che in squadra avevano un rookie di nome Westbrook e Jeff Green. Da top scorer nella lega nel 2011 al punto più alto della sua carriera a Okc: MVP della stagione 2013-2014.
Ma lui vuole vincere! Dopo essere stato inserito più volte nel quintetto della stagione, KD decide che i riconoscimenti personali gli stanno stretti e che forse a Oklahoma non si può andare oltre il 2012, quando viene sconfitto dagli Heat di LBJ nelle Nba Finals. Ci riprova nel 2016, ma i Warriors dei record lo sconfiggono ancora nelle finali di Conference.
Si apre il secondo capitolo della sua carriera. Kevin Durant si trasferisce nella baia californiana e il motto della scorsa estate in quel di Oklahoma City sarà: “se non puoi batterli, unisciti a loro”. Per chi segue il calcio, Higuain dal Napoli alla Juventus vi ricorda qualcosa?
Tradimento o no, Kevin Durant si unisce a uno dei roster più forti di tutti i tempi, capace di battere il record dei Bulls del 1996, chiudendo 73-9 la Regular Season di due anni fa. Ora la domanda del lettore sarebbe scontata: esiste un terzo capitolo di questa storia?
Sì, mi è venuto in mente questa mattina, poco prima delle 6. GSW è avanti nella serie delle Finals 2-0 e in Gara 3 è sotto di due contro un LeBron formato MJ. Il tabellone segna 47 secondi al termine di una partita fantastica. Kevin Durant si avvicina alla linea da tre e con una semplicità pazzesca mette la tripla che si rivela decisiva per il risultato finale.
Me la sono immaginata così…
Durant che si avvicina a LeBron e gli sussurra:
“Fratello! Sei andato via da Cleveland, dalla tua casa, proprio come me; hanno bruciato la tua divisa, proprio come hanno fatto con me; hai vinto a Miami, io vinco l’Nba quest’anno. Mi rimane un’ultima cosa da fare: tornare nella mia casa a Oklahoma, proprio come hai fatto te, chiedere scusa e regalare l’anello più bello della mia vita!”
Possibilità che ciò accada? Al momento resta un solo pensiero personale, ma mai dire mai con la NBA e Kevin Durant sarà free agent in estate qualora non eserciti la player option (uscirà sicuramente dal contratto ma per ora si va verso una sua rifirma per i Warriors). Possibile un ricongiungimento con Westbrook ad OKC per provare a vincere un anello con Russell? Mai dire mai…
Per NBAPassion,
Lorenzo Cancelli

