Dopo la trade rumorosa di Jimmy Butler, approdato a Minnesota in cambio di Lavine, Dunn e la settima scelta (rivelatasi poi in Lauri Markkanen), il coach dei Timberwolves Tom Thibodeau potrà contare anche nelle prestazioni dell’ex Pacers Jeff Teague e, a proposito di ex Bulls, dell’ala grande Taj Gibson che nell’ultima stagione era in forza agli Oklahoma City Thunder. Dal mercato della free agency ne scaturisce uno scenario interessantissimo tra le fila dei Lupi, ora sempre più proiettati verso l’obiettivo playoff.
Thibodeau dovrà ora trovare la giusta armonia tra una serie di ragazzi talentuosi e l’esperienza dei nuovi arrivati, cercando così di trasformare le enormi doti individuali in uno schema di gioco collettivo, potenzialmente devastante.
La partenza di Rubio è stata rimpiazzata dall’arrivo di Teague e soprattutto, visto che coach Tom è considerato uno dei migliori allenatori della fase difensiva, Taj Gibson porta a Minnesota una grande mentalità in fase di non possesso, il vero punto debole della scorsa stagione del team.
Con l’arrivo di Teague, una fase offensiva ricca di soluzioni
I Timberwolves avranno sicuramente diverse soluzioni per arrivare al tiro nella prossima regular season che vedrà una Western Conference agguerrita alla ricerca dei posti playoff. Thibodeau potrà contare sulla stella Karl-Anthony Towns che, nella stagione appena trascorsa, ha chiuso con 25.1 punti di media, affiancato dall’altro nuovo acquisto Gibson e sfruttare così lo strapotere fisico dei due a rimbalzo, permettendo anche così a Towns di avere spazio di manovra per operare vicino al canestro.
Jimmy Butler, insieme all’altro gioiellino di casa Minnesota, Andrew Wiggins, saranno i due penetratori e giocatori bravi in isolamento capaci di andare facilmente sopra il canestro ma anche in grado di prendere agevolmente il tiro dal perimetro, in un roster ultimo nella scorsa stagione per triple tentate (solo 21 a partita).
E poi Jeff Teague, il play che dovrà riscattarsi dall’ultima annata sottotono a Indiana e prendere l’eredità dell’ex Rubio, ceduto ai Jazz. Il classe 1988, arrivato come free agent, ha chiuso l’ultima stagione con una non esaltante percentuale al tiro di 35.7, ma nel nuovo ambiente dei Timberwolves può rinascere e portare quel tocco di esperienza necessario per il salto di qualità, di una franchigia da troppo etichettata come perdente.
Gibson è l’arma giusta per sistemare una difesa traballante?
Come detto in precedenza, coach Thibodeau ritrova un suo fedele dei Chicago Bulls, quel Taj Gibson che accettava il ruolo da sesto uomo, seppur avendo numeri importanti (13 punti a partita con 7 rimbalzi). Ma è in fase difensiva che il lungo può davvero fare la differenza in questi nuovi Timberwolves. Concentriamoci sulle statistiche nel rimbalzo difensivo dell’ultima stagione: Minnesota è al penultimo posto solo davanti ai Dallas Mavericks nell’intera Lega. Uno specialista come Gibson può sicuramente dare supporto alla squadra in questo senso, insieme ad un altro rimbalzista come Gorgui Dieng, che ha chiuso la scorsa regular season con 5.6 rimbalzi difensivi a partita. Taj è un vero lottatore sotto canestro, qualità che Thibodeau ha sempre apprezzato e che lo ha fatto diventare uno dei giocatori preferiti dal coach.
Lo strapotere fisico di Gibson verrà affiancato poi anche alla duttilità di Butler, two-way player moderno in grado di affrontare qualsiasi tipo di giocatore in fase difensiva.
Insomma ci sono tutti i presupposti per assistere alla rinascita dei lupi. Nella Western Conference ci sarà una bagarre agguerrita per accaparrarsi gli ultimi posti disponibili per i playoff, questo se consideriamo le prime 5 o 6 posizioni che saranno occupate dalle solite protagoniste. Sulla carta Minnesota è tra i roster che ha lavorato meglio nel mercato fino ad ora e l’obiettivo ora non sembra così irraggiungibile.






