Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiJosh Jackson: un “two-way player” alla conquista di Phoneix

Josh Jackson: un “two-way player” alla conquista di Phoneix

di Lorenzo Cancelli

La pick numero 4 del Draft 2017, Josh Jackson è sicuramente tra i profili più interessanti da scoprire nella stagione della NBA che verrà. Accostato ai Boston Celtics (che hanno poi virato su Jayson Tatum) in tutta la raffica di notizie pre-draft , Jackson è stato selezionato dai Phoenix Suns, pronti a rinforzare un roster che non centra i playoff dalla lontana stagione 2009/2010.

L’ala piccola proveniente dai Kansas Jayhawks ha disputato un’ottima stagione chiudendo con 16.3 punti, 7.4 rimbalzi, 3 assist di media. Kansas ha vinto la regular season della Big12 ed è arrivata vicinissima alle Final Four, sconfitta solo dagli Oregon Ducks e Jackson è stato premiato “Freshman dell’anno”.

Strengths e Weaknesses: grande potenza fisica e un bel carattere duro per Josh Jackson

Jackson rientra nella categoria dei “two-way player” moderni, un po’ alla Kawhi Leonard, in grado di dare un apporto decisivo sia in fase offensiva sia in quella di non possesso. Con le sue grandi capacità atletiche e fisiche infatti, l’ala piccola nativa di San Diego, è in grado di giocare con e senza la palla e le sue percentuali al tiro sono di tutto rispetto: 55% dal campo e 38% da tre punti.Ma i punti di forza non si limitano solo alla dimestichezza di andare facilmente sopra al ferro e creare ottime linee di passaggio per i suoi compagni. Jackson è anche un ottimo rimbalzista offensivo e la sua versatilità gli permette di essere anche impiegato da playmaker aggiunto, avendo discrete qualità di passaggio e di controllo palla.

In fase difensiva, oltre a far valere le sue percentuali al rimbalzo, Jackson ha dimostrato di avere un grande istinto nell’andare a fermare le giocate avversarie (5.1% block e 3.1% steal) e la notevole atleticità permette lui di coprire una grande porzione di campo. Un 203cm per 93 kg sono numeri che confermano di essere un giocatore adatto alla NBA moderna, dove è fondamentale avere sia varie soluzioni offensive e avere le capacità di marcare qualsiasi tipo di giocatore avversario.

Tra i punti di debolezza sicuramente emerge la sua ancora scarsa capacità di crearsi e prendere tiri distanti dal canestro; il palleggio non è ancora sicuramente sciolto e sicuro, questione che potrebbe spingere le difese avversarie a costringerlo in questo movimento, invece di concedergli facilmente l’entrata in area.

Da aggiungere poi, oltre le questioni tecnico-tattiche, la sua forte personalità e il suo carattere non facile da gestire. Dal semplice trash talking in campo al poco autocontrollo personale, lo rendono un giocatore “infuocato” da dover e saper gestire nella NBA, dove questi atteggiamenti in campo difficilmente non vengono puniti dagli arbitri.

Funzionalità nello schema di gioco dei Suns: crescere con Booker e Bledsoe

Devin Booker è diventato il più giovane di sempre a segnare oltre 60 punti in una partita. La crescita esponenziale dell’ottima guardia tiratrice dei Suns è il punto principale per la crescita di una franchigia che manca ormai l’appuntamento con i playoff da tempo. Affiancare ad uno scorer come Booker un profilo come Josh Jackson di grande presenza fisica ed atletica, può sicuramente permettere a coach Watson di avere più scelte offensive, senza tralasciare il play Eric Bledsoe, talvolta troppo individualista e concentrato ad incrementare le statistiche personali. Alternare quindi il palleggio e il tiro dalla lunetta con le penetrazioni micidiali  di Jackson possono portare ad una crescita generale della squadra e, perché no, tentare a centrare i playoff fino alla fine.

Proprio per questo coach Watson dovrà riuscire a far coesistere due giovani di grande talento come Booker e Jackson, ma anche saper tenere a bada due “teste calde” come lo stesso Josh e Bledsoe (al centro di voci di mercato che lo affiancano ai Nuggets).

Ma il contributo di Josh Jackson sarà anche notevole in fase difensiva. Uno dei grossi problemi di Watson è far capire l’importanza di questa fase a Booker, spesso troppo distratto e nocivo per i compagni in fase di non possesso. Josh Jackson potrebbe essere affiancato ai vari Marquese Chriss e Dragan Bender per dare più solidità e sopperire alle “mancanze” in marcatura di Booker e Bledsoe.

Come prima citato, Josh Jackson sembra in grado di poter sfidare ogni tipo di attaccante della lega. E poi chissà il mercato cosa altro riserverà…

You may also like

Lascia un commento