Nella Western Conference l’alba di una nuova era è ormai giunta. Dopo anni passati ad aspettare e programmare sulle sponde del fiume, nell’attesa di scorgere il cadavere del proprio nemico, le contender (o presunte tali) hanno capito che non è più tempo di indugiare. La corsa agli armamenti estiva è stata serrata e senza esclusione di colpi, l’apice, il grosso, è stato fatto e la parabola è ormai nella fase discendente.
Queste nuove corazzate devono sistemare gli ultimi dettagli per poter arrivare affamati e determinati alla nuova stagione. Le casate di Houston, Minnesota e Oklahoma sono state quelle che hanno fatto registrare i colpi più altisonanti; da non dimenticare anche New Orleans che sta cercando di costruire una squadra attorno alle Twin Towers. Insomma, ad Ovest ci sono tutte le premesse per essere una delle conference più combattute degli ultimi anni.
Dall’altro lato degli USA, nella Conference Orientale tutto tace, anzi, alcuni dei pezzi più pregiati sono volati via, Paul George e Butler su tutti, contribuendo ulteriormente ad abbassarne il livello. Solo i Celtici hanno mostrato segni di vita anche se per prender Gordon Hayward si è sacrificato quella che, probabilmente, era l’arma segreta di Boston soprattutto sul fronte difensivo, ossia Avery Bradley.
Ma quali sono le possibili conseguenze di questi cambiamenti sulla futura stagione cestistica a stelle e strisce? Ad oggi, molto probabilmente, le due principali pretendi al trono rimangono Warriors e Cavaliers e l’impatto maggiore di questa nuova Western Conference potrebbe contribuire a spostare gli equilibri già durante la regular season. La franchigia del nord della California se la dovrà vedere con i terribili ragazzi di coach Thibodeau, Westbrook e il suo nuovo compagno di giochi Paul George, i giganti DMC e AD supportati da Rajon Rondo, affiancato nel backcourt a Jrue Holiday. Anche gli Spurs di The Claw hanno voglia di dire la loro anche se, persa gente come Simmons e Dedmon, al momento sono sotto il radar (SPOILER ALERT: mai scommettere contro Popovich).
A questo punto della stagione, Houston è la squadra più attrezzata per cercare l’assalto alla diligenza in quel di Oakland grazie all’arrivo di Chris Paul. Certo, prendere Millsap sarebbe stata la ciliegina sulla torta, ma a Rocket Town le speranze di vedere in casacca biancorossa Melo non sono ancora svanite: se dovesse arrivare GS avrà una vera e propria superpotenza con il quale competere.
L’ ammasso di talento concentrato nella Western Conference nettamente superiore rispetto allo scorso anno, potrebbe costringere GS a faticare un po’di più rispetto alla scorsa stagione, per ottenere gli stessi risultati sia per quanto riguarda il record della stagione regolare che, soprattutto, in ottica playoff. I Warriors hanno perso Ian Clark, un buon rincalzo da sistema, e firmato Nick Young, offensivamente forse più preparato ma mentalmente un po’ sbarazzino. Inoltre, il buco lasciato da JaVale McGee non è stato colmato. Va detto che 3 dei 5 giocatori più importanti della squadra sono esposti a problemi fisici: nello specifico parliamo di Curry (caviglie), KD (piede e ginocchia) e Iggy (33 anni e alle prese con i problemi alla schiena da 4 anni ormai). Questo per spiegare che uno dei fattori cruciali per GS è stato il riposo, di cui le sue star hanno beneficiato tra la fine delle finali di conference e l’inizio delle Finals (oltre al numero basso di partite giocate). Con l’aumento della competizione rischiano di arrivare all’atto conclusivo più stanchi ed acciaccati e questo a beneficio dei Cavaliers che invece, si apprestano anche quest’anno ad una discreta cakewalk alle NBA Finals.
La nuova stagione NBA inizierà tra ben 3 mesi sta già facendo fremere gli appassionati di tutto il mondo, a noi non resta far altro che pazientare.



