Con il mercato NBA che ad ora sembra aver subito una leggera battuta d’arresto, almeno dopo i grandi botti d’inizio mese, i Clippers sono pronti ad affrontare nel migliore dei modi la nuova stagione dopo un periodo di forte rinnovamento all’interno del proprio roster. Chris Paul, la loro stella più rifulgente è volato a Houston nel merito di una cospicua trade che ha coinvolto Patrick Beverley, Lou Williams, Sam Dekker, Montrezel Harrel, Darrun Hilliard, DeAndre Liggins, Kyle Wiltje, una prima scelta protetta al draft 2018 e una cifra in denaro non resa pubblica; tutto questo mentre il tre volte sesto uomo dell’anno Jamal Crawford firmava per i Minnesota Timberwolves e Raymond Felton volava in Oklahoma per fare da comprimario al recente MVP Russel Westbrook.
Chi è arrivato ad LA sponda Clippers?
In entrata i Clippers hanno puntato forte su un giocatore italiano, il giocatore italiano: Danilo Gallinari dai Denver Nuggets. Il cestista di Sant’Angelo Lodigiano viene da due notevoli stagioni giocate con la franchigia del Colorado (18.2 punti di media nell’ultimo anno) dove è stato protagonista di ottime prestazioni in un ambiente che fin da subito si è impegnato a farlo sentire amato e di casa, cosa che ha aiutato molto il talento nostrano a trovare finalmente quella continuità di gioco che spesso gli era mancata in passato. L’italiano negli schemi di coach Rivers sarà una delle principali armi offensive, pronto a scaricare dall’arco il suo tiro micidiale e attaccare il ferro qualora la situazione lo richieda.
La stagione entrante sembra presentarsi dunque piena di interesse per la squadra di LA, Doc Rivers è riuscito a tenere a casa Blake Griffin, non snaturando così del tutto un roster che vede in lui e DeAndre Jordan le figure di riferimento e i veterani del team. Non sono pochi i dilemmi tattici e i problemi di gioco che il coach di Marquette dovrà affrontare nella nuova stagione: il ruolo vacante lasciato in cabina di regia è attualmente di sicuro il più pressante, sia per la partenza di Paul ma anche dei suoi immediati sostituti, Crawford e Felton. Patrick Beverley, nonostante l’ottima stagione da cui è reduce con la maglia di Houston, non sembra essere in grado di tenere saldamente le redini da play, facendosi apprezzare maggiormente per la sua tipica tenacia difensiva e le incursioni al ferro in situazioni di contropiede; Lou Williams, talento purissimo e realizzatore seriale, più che un play in grado di trasmettere un gioco organizzato e brillante è un’arma offensiva in grado di segnare a ripetizione quando la squadra gira bene, garantendo spesso e volentieri strappi e allunghi decisivi, ma non è il titolare che serve a Doc Rivers in questo momento nel ruolo.
A risoluzione della spinosa questione i Clippers hanno acquistato dal CSKA di Mosca Miloš Teodosić. Il talento del play serbo è ovviamente indiscutibile così come il suo palmares e le parole spese da Beverley, non sembrano lasciare adito a dubbi: “La sua intelligenza cestistica è superiore rispetto a quella di chiunque altro con cui abbia mai giocato. Riesce a dare un ritmo diverso al suo gioco”. Importante sarà vedere se, alla soglia dei 30 anni, Miloš sarà in grado di confermarsi il giocatore che è oltreoceano ma i presupposti sembrano essere ottimi.
Quale futuro per i Clippers? Che stagione aspettarsi?
I Clippers non sembrano essere usciti affatto con le ossa rotte dalla cessione di CP3. Certo il vuoto lasciato dal play sarà difficilmente colmabile ma la franchigia si è mossa bene andando a prendere giocatori di grande esperienza e andando a combinare un grande potenziale offensivo con altrettante qualità difensive. Certo la macchina andrà rodata e il gioco incantevole di Paul difficilmente sarà riproposto, ma le premesse sono buone, Doc River dovrà riuscire a combinare e a far quadrare il cerchio provando ad armonizzare tutte le armi a sua disposizione tenendo anche conto che la free agency è lungi dal concludersi e potrebbero regalarci ulteriori sorprese. Staremo a vedere, di certo i playoff sono alla portata ma senza CP3 è difficile capire fino a che punto possono spingersi i giocatori della franchigia di LA. Teodosic, Gallinari, la conferma di Blake Griffin per non smobilitare e puntare a restare in alto, magari con una stagione di rodaggio per provare a piazzare il colpo durante la prossima free agency e salutare del tutto l’ombra di CP3.
di Davide Tamburrini

