Lakers-Pelicans una gara tutta da leggere
Nella notte si è giocata, alle ore 3:30, la terza partita di questo inizio di RS dei Los Angeles Lakers, che hanno ospitato i New Orleans Pelicans. La partita è finita 119-112 per gli ospiti, che dopo aver dominato nei primi due quarti, hanno subito una rimonta pazzesca dei Lakers, che sono andati addirittura in vantaggio nel quarto quarto, prima di capitolare nel finale di partita. In questo articolo analizzeremo 5 punti della partita vinta dai Pelicans.
1) Fattore K
Per i Lakers una delle note positiva di serata è stata senz’altro la prestazione di Kyle Kuzma. Il rookie sta facendo veramente grandi cose partendo dalla panchina, e sta dimostrando sempre di più che può diventare la “steal of the draft 2017”. Infatti il numero 0 dei Lakers ha messo a referto 20 punti, con 6 rimbalzi e 2 assist. Non male per una ventisettesima scelta. Inoltre, oltre alle fredde statistiche, Kuzma sta dimostrando sempre di più di poter diventare un vero e proprio top player. Il ventiduenne, continuando a giocare così bene, potrà presto prendersi il posto da titolare. Altra nota positiva è stata senz’altro la prestazione dell’altro fattore K: Kentavious Caldwell-Pope. La guardia ventiquattrenne, all’esordio stagionale, ha subito fatto vedere le sue ottime qualità di tiro, mettendo a referto anche lui 20 punti. Inoltre, ne ha inanellati ben 7 si fila, facendo uscire i Lakers da un periodo buoi e rialzando la cresta e sale in cattedra quando i suoi compagni stanno per mollare. Si dice che “chi ben comincia è a metà dell’opera”, Kentavious ha iniziato bene, vedremo se riuscirà a mantenere livelli costanti per tutta la stagione.
2) Brook Lopez, da top player a possibile esubero?
Il centro nativo di Los Angeles sta facendo discutere in questo suo inizio di stagione. Infatti se offensivamente parlando è un giocatore utilissimo, difensivamente lascia abbastanza a desiderare. Spesso e volentieri, infatti, non difende o è troppo superficiale nella marcatura, un aspetto che se davanti mette oltre 20 punti può anche essere perdonato, ma quando, come ieri, non riesce a mettere tanti canestri (solo 7 punti per lui), le sue lacune difensive fanno calare drasticamente il voto sulla sua partita. Non è un caso che i Lakers abbiano rimontato (raggiungendo addirittura un parziale di 20-5 nel secondo tempo) con lui in panchina e Randle da 5. Già, il tanto criticato Randle, che da 5 nella second unit ha fatto il suo sporco lavoro. Anche Bogut, pur non avendo segnato molto e avendo giocato di meno, ha dato un maggior contributo difensivo, prezioso come sempre. Brook resta un giocatore fortissimo, sia chiaro, ma le sue lacune difensive stanno facendo storcere il naso a parecchi addetti ai lavori, dovrà sicuramente migliorare sotto questo punto di vista.
3) AD+Boogie=49 punti e 28 rimbalzi
Anthony Davis e Demarcus Cousins sono senz’altro il punto di forza di questi Pelicans. I due, pur predicando abbastanza nel deserto, se in giornata insieme possono essere devastanti. Ne sono decisamente una prova i 49 punti dei due di oggi. I due si completano a vicenda, e sembrano aver finalmente raggiunto al maturità cestistica per fare veramente bene. Se vuoi raddoppiare su Boogie, lasci inevitabilmente solo AD, e viceversa. Una coppia di lunghi così devastante (sono comunque 2 all-star) non si trova facilmente in giro, poi stanno migliorando anche nel tiro da 3, caratteristica fondamentale nel basket moderno, soprattutto per i lunghi.
4) Partita dominata nel primo tempo, recuperata in extremis nel secondo
Eh già, perché se è vero che nel primo tempo i Pelicans hanno dominato, andando più volte sui 20 punti di vantaggio, nel secondo tempo sono un po’ spariti dal campo, permettendo a dei Lakers “operai” di rimontare un parziale che li dava per spacciati. Coach Gentry dovrà lavorare anche su questo aspetto se vorrà portare New Orleans ai Playoff, soprattutto visto che ad Ovest è molto più difficile farlo che ad Est. Gli oltre 40 minuti che sono stati in vantaggio sui Lakers, però, fanno ben sperare per il proseguo della stagione, ma si dovrà lavorare tanto anche sul gestire il vantaggio. Perché se da un lato ti basta vincere di un punto, dall’altro vincere di tanti punti dominando gli avversari ti fa anche acquisire certezze. Bisogna, però, farlo per tutta la partita, non a metà, perché i Lakers non sono al livello dei Pelicans, ma contro una squadra un po’ più forte potrebbero non reggere il confronto, e i soli Davis e Cousins potrebbero non bastare.
5) Partita decisa dall’esperienza
I Pelicans, in conclusione, hanno vinto grazie alla loro maggior esperienza e grazie al fatto che hanno ben 2 all-star, al contrario dei Lakers. Coach Walton, infatti, con il quintetto piccolo (Clarkson, Hart, Ingram, Kuzma e Randle) è riuscito a rimontare una partita che sembrava destinata ad essere persa di oltre 20 punti, e ha dimostrato che i Lakers non sono completamente da buttare e che possono anche evitare di tankare quest’anno. Ai Lakers manca palesemente un giocatore esperto che possa dare una mano nella crescita dei giovani, un leader per intenderci. Senza di lui, i Playoff restano un miraggio, ma sicuramente possono fare meglio dello scorso anno continuando così. La squadra sembra in crescita, la vittoria contro i Suns ne è una conferma, e sembra essere finalmente arrivata la fine della ricostruzione.Se tutto andrà per il verso giusto, dall’anno prossimo i Lakers potranno alzare l’asticella. Allo stesso tempo, i Pelicans devono assolutamente sfruttare Davis e Cousins, ma anche trovare una soluzione al pacchetto guardie: Clark, Holiday, Moore e Nelson non bastano. Certo, si attende il rientro di Rondo, ma lui da solo a 31 anni non sembra essere un giocatore che possa fare il salto di qualità alla franchigia ella Louisiana. Ovviamente quando ha AD e Boogie forse puoi permetterti di non avere una guardia top, ma bisogna anche dire che spesso AD e Boogie non basteranno a vincere le partite, soprattutto contro le grandi squadre. Appuntamento mercoledì notte, contro i Portland Trail Blazers, che hanno iniziato bene la stagione (record 2-1), e hanno perso contro i Bucks del “futuro MVP” (cit. Kevin Durant), il greco Giannis Antetokounmpo, che ha iniziato la stagione in maniera mostruosa. Mercoledì i Pelicans saranno chiamati ad una dimostrazione di forza: vedremo dove potranno arrivare. Per i Lakers, invece, appuntamento giovedì contro i Wizards: qui vedremo di che pasta sono fatti i ragazzi di Walton.

