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Top e Flop: Giannis ed il nervosismo nella Baia

di Daniele Ciano
Top e Flop: Giannis ed il nervosismo nella Baia

Benvenuti in questa nuova rubrica targata NBA Passion dal titolo: Top&Flop. Ogni settimana la nostra redazione stilerà una lista di giocatori o franchigie NBA, che avranno meritato di essere eletti come i migliori e i peggiori, in termini di rendimento, della settimana appena conclusa di regular season.

Top: come non partire da Giannis Antetokounmpo

Partiamo subito forte con il nostro Top numero uno: Giannis Antetokounmpo. Avvio devastante di regular season per il fenomeno greco. Prove tecniche da futuro dominatore incontrastato della lega, con tre gare dove ha praticamente fatto quello che voleva in lungo e largo, ottenendo due vittorie ed una sconfitta. Prima della gara di ieri notte vinta contro i Portland Trail Blazers, aveva una media di 35 punti a notte, media addirittura migliorata con un clamoroso 17 su 23 dal campo per un totale di 44 punti, conditi da 8 rimbalzi e 4 assist. Impressionante lo strapotere fisico di un ragazzo di appena 22 anni, l’unico suo limite al momento, sembra essere il cielo.

Giannis Antetokounmpo, Top e Flop

Giannis Antetokounmpo

Ottimo avvio anche per il nostro secondo top of the week Jayson Tatum. Quasi una doppia doppia di media con 12 punti e 9 rimbalzi per il rookie arrivato dall’ultimo draft ai Boston Celtics con la terza scelta assoluta, e così tanto voluto dallo staff tecnico e dal GM Ainge. Tatum sta già dimostrando di essere stata la scelta giusta, ed essere già pronto per questa lega. Ha una buona intelligenza cestistica, non forza quasi mai, ed ha un modo di giocare che sembra quello di un veterano, al punto che lo storico capitano dei Celtics Paul Pierce ha recentemente dichiarato che quello di Tatum, è una versione più matura del suo modo di giocare. Ancora una volta Ainge ci ha visto giusto.

Top e Flop

Jayson Tatum

Chiudiamo la nostra rassegna dei migliori della settimana con un altro giovane talento: Kristaps Porzingis.

Il ventiduenne lituano sta dimostrando di poter essere a tutti gli effetti il giocatore sul quale poter finalmente rifondare la franchigia di New York. Ha cominciato questa regular season così come aveva finito la scorsa, da assoluto protagonista con 32 punti e quasi nove rimbalzi a partita, segno che anche sotto l’aspetto fisico è cresciuto molto. Sta temporeggiando nel firmare un ricco rinnovo con la franchigia della grande mela, per capire se il progetto Knicks possa essere vincente o meno.

Ed i Flop…Troppo nervosismo nella baia

Ora passiamo a chi non ha particolarmente impressionato in questo avvio di stagione. Il flop più grande di questa prima settimana di regular season sono senza nessun dubbio i Golden State Warriors. I campioni in carica hanno iniziato con un incredibile record di due perse ed una vinta, finendo per occupare addirittura la nona posizione della western conference, non proprio l’avvio che tutti si aspettavano da questa corazzata insomma ma neanche da strapparsi i capelli visto che la squadra centrerà i playoffs ed anzi riprenderà presto quota. Le cause di questo avvio? Gioco macchinoso e pigrizia in fase difensiva, ma più di tutto è l’atteggiamento a preoccupare maggiormente staff tecnico e tifosi. Basta pensare al brutto episodio che a visto protagonista Steph Curry, che ha lanciato il suo paradenti in direzione dell’arbitro della gara dopo l’ennesimo fallo ai suoi danni non fischiato. Curry poi si è scusato per l’accaduto al termine della gara. Questa è l’ennesima dimostrazione che neanche tutto il talento del mondo basta per vincere quando non hai la mentalità giusta.

 

Top e Flop

Stephen Curry

Proseguiamo con una franchigia che non riesce a risorgere dalle proprie ceneri: I Philadelphia 76ers.

I Sixers infatti sono partiti ancora una volta con un record di 0 vinte e 3 perse. I continui infortuni accorsi alle prime scelte assolute provenienti dal draft, i tanti cambiamenti e volti nuovi che ancora devono trovare la quadratura come squadra sono le cause di un team da troppo tempo non più da zona playoffs. Il potenziale c’è, ma manca un giusto mix tra giovani talenti e giocatori che possano portare esperienza e togliere pressione ad un roster di un’età media molto bassa. Ci auguriamo che possano tornare presto a livelli competitivi e questa può essere la stagione giusta se ci sarà la pazienza i aspettare le esplosioni dei tanti giovani del roster.

Top e Flop

Chiudiamo la nostra rubrica con un giocatore che non ha avuto il rendimento che tutti si aspettavano da lui: Jimmy Butler.

Arrivato ai Wolves, squadra giovane e talentuosa, come l’acquisto che poteva far fare il definitivo salto di qualità alla franchigia, al momento non sta giocando ai suoi livelli abituali. Dodici punti, 5 rimbalzi e tre assist di media a notte, ed una leadership ancora da costruire. Speriamo che sia solo un periodo di assestamento, e che i Wolves possano essere la outsider che tutti si aspettavano in estate.

 

 

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