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Behind the NBA: Luol Ajou Deng, da rifugiato ad All-Star NBA

di Daniele Ciano

Luol Deng campione in campo e nella vita

I Los Angeles Lakers hanno da poco firmato Luol Deng proveniente dai Miami Heat. Pericoloso dal perimetro e difensore davvero egregio, anche se comincia ad essere avanti con l’età. Ma in questo caso noi non vogliamo parlarvi della vita da sportivo di Luol, ma del grande esempio che è come uomo e come professionista.

Luol Deng: la sua storia

Nato a Waw in Sudan nel 16 Aprile del 1985 nella Tribù dei Dinca, la Tribù che produce gli uomini più alti del mondo. Ultimo di nove figli, due dei quali giocano anch’essi a basket. Il padre era un Parlamentare Sudanese. E’ dovuto emigrare in Egitto con tutta la sua famiglia per scappare dalla Seconda Guerra Civile Del Sudan. Ed è proprio li che ha cominciato ad eseguire i primi palleggi con una palla da Basket.  Poco dopo essersi stabilito in Egitto incontra il celebre Manute Bol, che non a caso fa parte della sua stessa Tribù. Lo stesso Bol aveva insegnato al fratello maggiore di Luol, Ajou Deng, i fondamentali del gioco, e a detta sua anche quelli della vita. Poco dopo sono costretti di nuovo a emigrare ed a trasferirsi a Brixton nel sud di Londra.

Oltremanica Luol muove i primi passi verso il mondo dei professionisti, venendo convocato nella Nazionale Under-15. A 13 anni ha giocato alle qualificazioni agli Europei giovanili, contribuendo alla qualificazione della sua Nazionale, e venendo eletto MVP con un’assurda media di 40 punti e 14 rimbalzi a partita. Successivamente disputa gli Europei venendo di nuovo nominato MVP grazie ad una media di 34 punti a partita. In quel periodo si appassionò molto anche al calcio, diventando fan di Faustino Asprilla, calciatore colombiano. A 14 anni approda negli Stati Uniti e si iscrive alla Blair Academy nel New Jersey, venendo nominato co-capitano della squadra insieme a Charlie Villanueva.

Durante il suo ultimo anno di liceo veniva considerato il secondo miglior talento a livello liceale dopo LeBron James. Dopo un anno di college si dichiara eleggibile al Draft. Formerà poi una straordinaria coppia sia in NBA ai Chicago Bulls, che in Nazionale con l’amico Ben Gordon. E’ stato più volte leader della lega per minuti giocati (38.3 mpg).

Deng per il sociale

Il 3 maggio 2007 viene votato dai suoi colleghi come giocatore più sportivo in campo, conquistando lo Sportsmanship Award. In seguito al premio l’NBA dona 25.000 dollari alla Pacific Garden Mission, l’organizzazione più antica e famosa degli Usa. Nel 2008 ha vinto il Golden Icon Award For Best Sports Male Role Model ed il 2008 UN Refugee Agency’s Humanitarian of the Year Award, entrambi premi per la sua grande attività per le persone meno fortunate. Garantendo quindi beni di prima necessità a molti bambini Africani. Vince un Walter Kennedy Citizenship Award nel 2014 come giocatore attivo nel sociale, contribuendo ad un programma volto a fornire educazione scolastica e sportiva a milioni di bambini disagiati.

La sua Luol Deng Foundation, attiva a Chicago, in Sudan e nel Regno Unito, finanzia numerosi programmi e progetti nell’area di Chicago e in tutta l‘Africa. La fondazione ha collaborato con l’UNHCR, il World Food Programme, la lega e gli stessi Bulls per migliorare le condizioni di vita e garantire l’accesso ai beni di prima necessità per le popolazioni africane più bisognose.

Dicono di lui: 

Eric Bressman giornalista del Dime Magazine, nel 2011, lo definisce il giocatore più sottovalutato della lega. Ha inoltre scritto che è stato la spina dorsale della sua squadra, gli allora Chicago BullsThibodeau lo ha definito “la colla” che tiene uniti i Bulls, un grandissimo professionista che studia gli avversari, che si allena con grande intensità e dedizione, e che ha aiutato questa squadra a diventare migliore ogni giorno.  Pare che questa volta Mitch Kupchak ci abbia visto davvero giusto, aggiungendo il giocatore giusto per la crescita dei suoi talentuosi giovani Lakers. Un esempio dentro e fuori dal campo. Un faro che saprà di sicuro illuminare la strada della franchigia alla tanto attesa rinascita. Un gigante buono, che ha il cuore come muscolo più grande.

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