Il campo ha sancito il successo di Londra sulla Reyer, ma Fagbenle e Villa sono state le due più grandi protagoniste dell’incrocio spettacolare tra le oro-granata e le bianco-nere londinesi. La partita di mercoledì sera al Taliercio è stata vinta dalla squadra britannica dopo 40′ davvero spaziali per intensità, aggressività, tatticismi e correttezza: un match a due volti, con il primo tempo marchiato a fuoco dalle ospiti con un 3-20 di parziale nel secondo periodo ed una ripresa di totale e furiosa rimonta veneziana culminata con il -1 di fine match.
Chi ne esce vincitore? Sul campo la formazione di coach Kaltsidou ha il vantaggio di un punticino da difendere alla Copper Box Arena, ma a livello mentale la rimonta straripante delle ragazze di coach Mazzon potrebbe pesare o – comunque – potrebbe rappresentare un bel tarlo non di poco conto nei 40′ del ritorno da giocare martedì alle 20.00: inevitabile per la corazzata londinese pensare – sul +19 – di essere ben più forte dell’orgogliosa e straordinaria truppa lagunare; un pensiero che però è stato fatto naufragare dalle invenzioni di Villa e dall’energia di Kuier e Berkani principalmente.
A Londra ci si aspetta battaglia a tutto spiano, ma niente ora distoglie l’attenzione da due giocatrici che mercoledì hanno trascinato le rispettive squadre. Fagbenle da buona ex (amatissima) ha travolto la difesa lagunare, Villa con le sue accelerazioni funamboliche ha mandato in tilt non solo le dirette marcatrici, ma tutta la retroguardia bianco-nera segnando canestri di ogni tipo, uno di questi in avvitamento (se così si può definire) subendo il contatto falloso e realizzando un 2+1 dal peso specifico dirompente.
Fagbenle MVP, Villa show: l’oro di Londra e Reyer
Riavvolgiamo il nastro. Partiamo da prima che cominci la partita, presentazione delle due squadre. Dal cuore pulsante del tifo oro-granata si alza uno striscione eloquente, che recita “Welcome back home Temi”, un messaggio di bentornato ad una ragazza che ora è avversaria della Reyer, ma nel 2021 è stata simbolo di quello scudetto tornato in laguna in una finale clamorosa contro Schio. Fagbenle risponde emozionata, applaudita dal pubblico, ma come prevedibile non c’è emozione che tenga. Parte il match e la lunga britannica inizia il suo clinic cestistico colpendo in qualsiasi situazione.
Se il pubblico veneziano sperava di rendere più “tenera” una delle ragazze protagoniste di quel tricolore, be’, ne è rimasto ben presto deluso. Le compagne la hanno imbeccata alla perfezione, punendo sistematicamente gli errori difensivi della Reyer tra pick and roll centrali e laterali e dei pick and pop abbozzati dai 5 metri. La classe 1992 ha sciorinato una prestazione tramortente da 24 punti in 29′, imponendo il suo dinamismo e tutta la sua abbacinante qualità fronte canestro contro lunghe di grande valore come Shepard, Kuier e Cubaj. All’intervallo lungo la grande ex si trova già a ridosso dei 20 punti, mostrando tutta la sua debordante pulizia, perché di quel 24-40 all’intervallo c’è tantissimo di suo.
Il secondo tempo – però – è di marca Reyer, serve una reazione di forza, d’orgoglio, di carattere, di qualità, anche – forse – di incoscienza, perché sul -16 la bilancia della qualificazione pendeva tremendamente a favore delle londinesi ed era da cercare di tessere la tela da dietro. Una reazione che puntualmente arriva, da chi ha in mano le redini della squadra: se la miccia la accende Berkani, è – poi – Villa a far esplodere tutto l’armamentario con una serie di giocate senza senso, con accezione evidentemente positiva.
D’altronde lo sappiamo, una giocatrice dell’esperienza della #6 oro-granata non può certo non prendere per mano la squadra… certo, se poi leggiamo la carta d’identità del maghetto veneziano e troviamo scritto “9/12/2004” ci viene da ridere, perché il carattere mostrato dall’azzurra, unito alla consapevolezza, alla brillantezza ed alla grande presenza mentale nel match non è proprio da ragazza di vent’anni. Certo è che la play di coach Mazzon ha preso per mano la sua Venezia in una stagione finora straordinaria.
Ma come ha segnato Villa? La risposta naturale è semplice: “chiedetelo a lei”. Perché effettivamente soltanto lei sa come può realizzare dei tiri con le mani in faccia di giocatrici non piccole come Gustafson o Samuelson. La realtà però è sempre la stessa, perché il folletto lagunare ha una capacità devastante di selezionare i momenti in cui mettersi in proprio e mercoledì serviva questo per accendere il pubblico: attacchi con arresto e tiro dalla media, assalti al ferro con canestri in acrobazia, tutto il repertorio di chi a 20 anni gioca una semifinale da protagonista. 9 punti nel solo terzo quarto, 14 al 40′ con 4 rimbalzi e 4 assist. Trascinatrice.
Insomma, da una parte una Fagbenle amata, rispettata, molto ben voluta, apprezzata dal suo ex pubblico che la ha applaudita a lungo (e lei ha ricambiato con sportività ed amore sincero), dall’altra una Villa che mercoledì ha caricato il Taliercio con le sue scintillanti accelerazioni e con canestri da fuoriclasse assoluta: gli applausi – lei – li prende da un anno e mezzo e li prenderà ancora per tantissimo tempo, da simbolo di una Reyer che non solo ci crede, ma si diverte sulle ali della sua “esperta” ventenne.


