Chi di rimonta ferisce, di rimonta perisce. Schio restituisce alla Reyer il 2-1 subito in ELW e conquista il suo quattordicesimo tricolore della sua storia. Un successo meritato quello delle orange, che si sono dimostrate superiori alle oro-granata nell’arco della serie, fatto salvo per una G1 che è stata vinta brillantemente dalle ragazze di Mazzon. Finisce 70-64 per le vicentine, che hanno approcciato alla grande il match prendendo subito la doppia cifra di margine e resistendo alla rimonta lagunare, fermatasi al -4 diverse volte.
Poche le giocatrici in doppia cifra, 2 per la Reyer ed una sola per Schio: 22 di Dojkic e 15 di Charles tra le ospiti, 17 di Laksa tra le padrone di casa. A fare la differenza è la profondità: le campionesse d’Italia hanno mandato a segno tutte le giocatrici scese in campo con almeno 4 punti e diverse giocatrici a quota 6-8 punti, mentre le oro-granata hanno pagato l’impatto non brillante a livello realizzativo di giocatrici affidabili come Pan, Santucci e Cubaj oltre ad una Holmes meglio nella ripresa ma non pienamente sufficiente ed una Mavunga impalpabile.
Schio comanda il match, la Reyer ci prova ma si arrende con onore
Nessun rammarico per la Reyer, si può dire. Schio dopo il brutto ko in G1 ha saputo ricompattarsi andando a conquistare nettamente G2 e vincendo – poi – una G3 controllata a fatica. Il riassunto è questo per le tre gare di finale. Una partita speciale per Giorgia Sottana, che ha chiuso una straordinaria carriera conquistando l’ennesimo trofeo con la maglia orange: la capitana si è ritirata uscendo tra gli applausi scroscianti ed emozionati del pubblico di fede scledense, cui si aggiungono quelli sportivi da parte dei tifosi lagunari, guidati dai soliti Canestrei.
Parlando del match si può dire che Schio è partita fortissimo, mettendo in campo un’energia ed un’aggressività che la Reyer non è riuscita a replicare almeno nei primi 20′, se non con una Dojkic davvero commovente. Percentuali dal campo migliori per le campionesse d’Italia, che tirano con un ottimo 40% dall’arco e con il 50% da 2, mentre le oro-granata hanno un modesto 24% da fuori ed un 42% da due punti. Energia ed aggressività pesano, ed infatti tutto si traduce in un dominio totale a rimbalzo: 45-20 per la squadra di Dikaioulakos, che ha in Shepard la miglior rimbalzista (13).
Il talento devastante di Laksa decide la partita: l’esterna lettone è MVP delle finali per il secondo anno consecutivo con i suoi 17 punti, frutto di un gran 7/11 dal campo. La squadra di Mazzon ha il grande merito di barcollare senza crollare mai, mostrando personalità, grande carattere ed un’attenzione maggiore ai dettagli nella ripresa, attaccando meglio l’area e provocando numerose palle perse alle padrone di casa (24 contro le 9 delle lagunari che hanno 16 recuperi). Il tricolore resta a Schio, con Sottana che chiude la sua leggendaria carriera come meglio non poteva.

