WNBA: Sylvia Fowles schiaccia, i social odiano

di Michele Gibin
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Sylvia Fowles ha festeggiato il suo ultimo All-Star Game in carriera, e ottavo in totale, con uno degli highlights principali della serata di Chicago.

Nel primo quarto, la giocatrice delle Minnesota Lynx ha approfittato di una palla recuperata e di un contropiede uno contro zero per schiacciare a una mano, la seconda schiacciata in carriera nella WNBA per la quattro volte medaglia d’oro olimpica, che già al college a LSU si era esibita al ferro.

Una giocata celebrata in campo e anche dopo la partita dalle colleghe All-Star a Chicago per l’edizione 2022. “Ora non può più ritirarsi, dopo aver schiacciato così“, ha detto Candace Parker “la chiameremo Sylvia ‘Tom Brady’ Fowles perché dopo aver detto di volersi ritirare dovrà cambierà idea“.

La schiacciata? Ho solo sentito l’energia del pubblico, ho deciso al momento senza pensarci troppo“, ha detto Sylvia Fowles dopo la partita, vinta da Team Wilson per 134-112.

Le schiacciate nella WNBA non sono all’ordine del giorno, ma sono meno rare di quanto uno spettatore occasionale o un semplice commentatore potrebbe pensare. La prima schiacciata della storia della WNBA, diventata nel tempo una clip famosissima, fu di Lisa Leslie, una delle grandi del basket femminile USA, nel 2002 con la maglia delle LA Sparks, a oggi sono 8 le atlete WNBA ad aver eseguito almeno una schiacciata durante una partita ufficiale, tra cui Candace Parker, Liz Cambage e Brittney Griner, a cui vanno aggiunte le schiacciate durante un All-Star Game di Jonquelle Jones, Michelle Snow e Sylvia Fowles.

Brittney Griner, al momento al centro di un caso giudiziario e diplomatico in Russia, è la giocatrice WNBA con più schiacciate all’attivo, nel 2019 ha superato proprio Candace Parker.

Ciò che dopo aver assistito alla schiacciata di Sylvia Fowles di domenica lascia se non stupiti (impossibile, avendo “dimestichezza” col media), di sicuro perplessi, è il tenore dei commenti su Twitter alle clip che ripropongono la giocata. “Non ci importa“, “vada in cucina“, “anche io posso farlo” e “anche i ragazzini (rigorosamente maschi) delle medie possono farlo” sono solo alcuni dei – ripetitivi, un piccolo sforzo di fantasia non guasta mai – commenti di illustri sconosciuti davanti a uno smartphone.

Steph Curry schiaccia meglio“, “Si comportano come se avessero inventato chissà cosa” e la risposta “lo hanno fatto, per la WNBA“. E ancora “anche io al liceo ci riuscivo“, “è incredibile come ci si possa entusiasmare per questo“, “e davvero vorrebbero essere pagate come gli uomini?“, “ma non è una vera schiacciata” e il consueto abbecedario di GIF usate allo sfinimento.

Su Facebook? Peggio mi sento, come si suol dire. Tra chi invoca di abbassare i canestriper rendere il gioco più spettacolare” (devono essere i parenti di quelli che “mettiamo la linea del tiro da 3 a 7 metri anche nel basket FIBA“), perché così poi “anche le donne potranno chiedere più soldi“, e chi individua, molto astutamente, la mancanza di show come la ragione per cui “nessuno guarda il basket femminile” (una buona candidata alla battuta più vecchia del mondo, a disciplina intercambiabile a seconda del periodo dell’anno, e di ciò che passa in TV).

E’ così alta ma a momenti sbaglia“, qualcun altro osserva. Altri, ai quali non la si fa, se la prendono con i media perfidi che celebrano una giocata, accusandoli di “voler indurre la gente” a celebrare e commentare qualcosa “di cui non si dovrebbe neppure parlare” o di cui “non vale la pena“. Tal Charles-qualcosa commenta: “Ma stanno giocando su un campo in sabbia? Sembrava ancorata al terreno…“, altri “colleghi” fanno notare – dal proprio divano – come “l’arena mezza vuota impazzisca” (per la cronaca, c’erano 10mila spettatori alla Wintrust Arena di Chicago), altri ancora sostengono di vedere “ogni giorno” schiacciate migliori al campetto (sempre e rigorosamente a opera di maschietti). C’è chi cita la propria nonna eseguire un layup, c’è chi giura di poter fare meglio anche se “sovrappeso di 40 chili” (testuale, eh?), c’è chi sottolinea “lo spettacolo penoso“.

Su YouTube? Uno per tutti: “Le donne: ‘possiamo fare tutto quello che fanno gli uomini’. Sempre le donne: impazziscono come delle oche per una schiacciata che un ragazzino (aridaje) delle medie fa ogni giorno“.

In un eterno ritorno del (commento) uguale da un social media all’altro, la schiacciata di Sylvia Fowles è stata comunque la giocata di pallacanestro più commentata e cliccata della giornata. Inutile dire che il 99% degli autori dei commenti fossero “uomini certificati” che sanno che cosa sia meglio per tutti, e che la vita non è più in grado di sorprendere dopo tante battaglie a colpi di pollice e indice su uno smartphone.

E che si sentono specie in pericolo, in tempi incerti come questi. Sia loro lieve il prossimo commento finto-arguto e il compulsare al telefono per verificare il numero di reazioni.

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1 commento

Bisont 12 Luglio 2022 - 9:44

Chiedo (senza polemica, davvero!) se sia il caso di dare spazio a queste persone.
La loro frustrazione è evidente, si tratta di gente che ritiene di essere stata trattata dalla vita con meno rispetto di quanto ritiene di meritare, e che quindi tratta gli altri senza rispetto.
È già abbastanza brutto che trovino il modo di esprimersi, dare spazio alla loro voce peggiora la situazione.

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