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WNBA, caso Griner: confermati i nomi per lo scambio di prigionieri

di Carmen Apadula
Brittney Griner scambio detenuti

Brittney Griner è ingiustamente detenuta in Russia dal 17 febbraio, e il 4 agosto è stata condannata a 9 anni di carcere, con l’accusa di traffico di droga.

Ma per la prima volta da quando la giocatrice è stata arrestata, il paese sovietico ha espresso un cauto ottimismo riguardo ai colloqui con gli Stati Uniti, volti a concordare uno scambio di prigionieri che coinvolgerebbe la 31enne.

Come ha infatti confermato Alexander Dartchiev, il direttore del dipartimento nordamericano del Ministero russo degli Esteri, Mosca e Washington stanno discutendo di un possibile scambio che possa riportare la Griner sul suolo americano.

“Le discussioni sul tema molto delicato dello scambio di prigionieri si svolgono attraverso i canali scelti dai nostri presidenti” ha dichiarato Dartchiev in un’intervista al servizio di informazione statale Tass, pubblicata ieri. “I nomi citati dalla stampa americana sono effettivamente presi in considerazione, la Russia sta cercando di ottenere il rilascio di Viktor Bout da molto tempo. Ora la ‘diplomazia tranquilla’ sta continuando e dovrebbe dare i suoi frutti, se ovviamente Washington la segue rigorosamente, senza scivolare nella propaganda” ha poi aggiunto.

A tal proposito, il Segretario di Stato americano Antony Blinken e il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, ad inizio mese hanno dichiarato che sono entrambi disposti a proseguire i colloqui, mentre il Presidente Joe Biden ha definito “inaccettabile” la condanna della Griner, e ha detto che la Casa Bianca lavorerà senza sosta per ottenere il suo rilascio.

Gli Stati Uniti hanno spesso ripetuto di avere fatto “un’offerta sostanziale” per ottenere il rilascio della Griner, e l’amministrazione Biden il mese scorso aveva proposto uno scambio in cui fossero inclusi la giocatrice e l’ex marine statunitense Paul Whelan, detenuto ingiustamente in Russia dal 2020 e condannato a 16 anni di carcere sotto accusa di spionaggio. 

In cambio, secondo quanto riportato dai media statunitensi, gli USA sarebbero disposti a liberare Viktor Bout (un trafficante d’armi russo noto come il “mercante della morte”, arrestato in Thailandia nel 2008 e condannato a 25 anni di carcere nel 2012) e un altro cittadino russo detenuto negli Stati Uniti. 

Mentre il Cremlino preme da tempo per il ritorno di Bout in Russia, i funzionari di Mosca avevano inizialmente dichiarato di essere propensi a rifiutare l’offerta degli Stati Uniti, in quanto lo scambio non era equo. Nonostante ciò, Mosca ha confermato per la prima volta che sono attualmente aperte delle discussioni riguardo uno scambio che includa anche Bout, cosa che non era mai successa prima d’ora, vista la passata abitudine del Cremlino di criticare ripetutamente Washington per le dichiarazioni pubbliche sui negoziati in corso. 

Per quanto riguarda il secondo detenuto russo invece, un funzionario sovietico ha chiesto tramite un canale secondario di includere nello scambio Vadim Krasikov, un ex funzionario legato all’agenzia di spionaggio nazionale, che è stato condannato in Germania nel 2021, con l’accusa di omicidio. 

Un altro potenziale obiettivo per la Russia potrebbe essere poi Vladislav Klyushin, un insider del Cremlino, estradato a dicembre dalla Svizzera agli Stati Uniti, con l’accusa di “insider trading”

Tra i due, Klyushin potrebbe essere molto più prezioso per la Russia. L’intelligence russa ha infatti concluso che ha accesso a documenti relativi all’hacking dei server del Partito Democratico, in particolare durante le elezioni presidenziali del 2016. Infatti, uno dei presunti co-cospiratori di Klyushin, che rimane a piede libero, è stato precedentemente accusato di aver interferito nel voto.

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