Tra realtà e convinzione
Dwight Howard è uno dei protagonisti della free agency 2016 ma dove giocherà è ancora un mistero. Dopo aver declinato la player option con i Rockets da 23.2 milioni, è in cerca di un super contratto. Siamo sicuri che valga ancora 20-25 milioni a stagione? Quale franchigia rischierà il colpo?
Nelle ultime tre stagioni, il contratto di Howard è andato a salire, mentre nel 2016 potrebbe subire una drastica riduzione. Secondo molti rumors d’oltreoceano, sono molti i GM a credere che Dwight non possa valere più di 13-14 milioni. Come mai l’unico a non rendersi conto di questo cambiamento, sembra essere proprio Howard? E’ diventato un giocatore mediocre tutto di botto? Sicuramente no, perciò cerchiamo di analizzare la sua involuzione.
Da superstar a superflop
E’ raro passare da essere uno dei frontman della NBA ad uno dei giocatori presi maggiormente di mira dai tifosi. I meme si sprecano, così come i commenti con scritto “soft”, spesso anche ingiustificati. Recuperare credibilità soprattutto dal punto di vista del ‘play hard’, passa quasi esclusivamente dalla sua condizione fisica. Dal 2012 il centro di Atlanta, non riesce ad essere al 100% fisicamente e questo lo porta a giocare in maniera meno esplosiva e meno efficace di un tempo. Qui un video di Flavio Tranquillo che spiega il cambiamento:
Possiamo inoltre dire, usando un eufemismo, che dal 2013 al 2016 le cose non sono migliorate per niente.
Quali sono le prospettive future adesso?

Dwight Howard e Kevin Durant, protagonisti della free agency 2016. Pronti entrambi a nuove sfide.
Il centro ex-Magic, evidentemente, sente ancora di poter essere il primo violino di un team e la stella di una franchigia. Il problema è che in pochi (forse nessuno) la pensa ad oggi come lui. I 25-30 milioni l’anno chiesti da Dwight, sembrano davvero esagerati ma, considerando l’innalzamento del salary cap e la scarna concorrenza nel ruolo, alcune squadre sono ancora disposte a puntare su di lui. Se faranno bene o meno, lo dirà soltanto il futuro.
Top 5- le possibili destinazioni
Dopo la conferma di Whiteside agli Heat e quella di Drummond ai Pistons, le possibilità sono per Howard si sono ridotte.
1) Charlotte Hornets. Pro: buona base e squadra già competitiva; contro: per entrambe le parti non è la prima scelta. 2) New York Knicks. Pro: Phil Jackson e star allettanti con cui giocare; contro: non sembra interessare particolarmente ai Knicks. 3) Portland Trail Blazers. Pro: team in netta crescita con un talento come Damian Lillard; contro: Al Horford è l’opzione principale per i Blazers. 4) Boston Celtics. Pro: potenziale incredibile e ruolo da superstar; contro: mercato complicato e via di non ritorno. 5) Atlanta Hawks. Pro: città natale e ruolo da go to guy; contro: reparto lunghi saturo e ambizioni di squadra limitate.
L’involuzione di Howard ha portato scetticismo non solo per il suo atteggiamento sul parquet ma anche per alcune uscite poco felici al di fuori. Nessuno sembra realmente deciso a puntare su di lui. Del resto neanche Dwight sa bene cosa vuole dal suo futuro. Ha forzato una trade nel 2012, dopo aver portato i Magic alle Finals soltanto qualche stagione prima. Dopo un solo anno a LA, ha fatto le valigie andando via da una delle franchigie più prestigiose della lega senza lasciare peraltro buoni ricordi voltando le spalle a 3 futuri Hall of famers. A Houston lascia un All Star come James Harden, appena un anno dopo aver disputato le finali di conference. Adesso è pronto a scegliere la sua quarta squadra in 6 anni.
Nella stagione 2015-16 ha mantenuto una media di 13.7 punti, 11.8 rimbalzi e 1.6 stoppate in 32.1 minuti a partita. I futuri compagni di squadra di Superman, avranno a che fare con un gran rimbalzista e un giocatore che bene o male, in un modo o nell’altro, sa segnare. L’esplosività e la forza fisica non torneranno quasi sicuramente quelle di Orlando, ma se mentalmente sarà al meglio, la franchigia che lo prenderà potrebbe aver messo a segno un gran colpo…anche a discapito delle cifre.

