fbpx
Home Eurolega Euroleague preview: Khimki-Olimpia Milano

Euroleague preview: Khimki-Olimpia Milano

di Andrea Ranieri

Khimki-Olimpia Milano quest’anno rappresenta una novità per entrambe le società. Non più lo scontro tra due squadre fuori da ogni discorso di alta classifica; non più il confronto tra due gruppi che vogliono essere fastidiose mine vaganti della competizione. Questa volta si può parlare di big match: sia i Russi sia i Milanesi vogliono legittimare quanto visto finora, vogliono dimostrare di non essere solo due squadre insidiose, ma delle vere e proprie pretendenti per la vittoria finale. 

Khimki-Olimpia Milano: a chi il successo nel big match?

Khimki-Olimpia Milano: a chi il successo nel big match?

Khimki-Olimpia Milano: qui Khimki

Il record (5-2) e il roster del Khimki autorizzano i Russi a pensare molto in grande. Contro Milano, aldilà del mistero Timofey Mozgov, non sono previste assenze. L’attacco è il punto di forza dei padroni di casa. Quest’anno la superstar Alexey Shved è alleggerita dei compiti di regia da Stefan Jovic, a cui si chiede di costruire soprattutto per gli altri. Il nuovo punto di forza sta però nel fatto che le difese avversarie non possano più concentrarsi esclusivamente sullo Zar. Questi non ama dar via il pallone, ma quando è costretto lo sa fare molto bene. Non per nulla la dirigenza gli ha messo intorno tre lunghi atletici e bravi a lavorare sulla linea di fondo quando il proprio uomo vada ad aiutare, come Jeremy Evans, Devin Booker ed Anthony Gill. Se, per converso, l’area è colma, sul perimetro sono appostati cecchini del calibro di Dairis Bertans, ex della partita, Janis Timma, Sergey Karasev, Jonas Jerebko e Sergey Monia. Il vero problema è trovare alternative serie alla costruzione di Shved palla in mano: forse coach Kurtinaitis manderà Timma spalle a canestro contro gli esterni milanesi?

Khimki-Olimpia Milano: potrà essere importante la scelta di usare Janis Timma in post-up?

Khimki-Olimpia Milano: potrà essere importante la scelta di usare Janis Timma in post-up?

In difesa la questione si fa un po’ più complessa per i padroni di casa. Tra le fila russe, infatti, sono presenti diversi cattivi difensori in uno contro uno sulla palla, che costringono i lunghi a molti aiuti e innescano quindi diverse e, a questi livelli, pericolose rotazioni. La prima idea è sempre quella di nascondere Shved sugli uomini meno pericolosi, evidenziando piuttosto la sua capacità di sporcare palloni con le leve lunghe e l’intelligenza, senza doverlo far lavorare in eccesso. Poi gli agenti speciali non possono che essere Jovic e Bertans, i due uomini che devono sacrificarsi per lo Zar, dando minuti sugli esterni avversari più talentuosi. Infine il reparto lunghi, a cui è richiesta notevole attenzione sia negli aiuti al ferro sia sul pick and roll, magari sfruttando il loro notevole atletismo per tentare il cambio sistematico.

Qui Olimpia

La tranquilla vittoria su Pistoia ha permesso a Messina di tenere a riposo alcuni uomini chiave, ma a Mosca i meneghini dovranno fare a meno di Arturas Gudaitis (fuori un mese) e Amedeo Della Valle, due assenze pesanti. La questione principe è cosa fare contro Shved. La scelta fatta con Shengelia, ovvero raddoppi sistematici per fargli passare il pallone, non può essere replicata contro una squadra del talento del Khimki. Indubbiamente su di lui si alterneranno due difensori d’élite come Shelvin Mack e Nemanja Nedovic: la scelta più saggia sarebbe lasciarlo giocare uno contro uno, contando sulla sua tendenza ad intestardirsi in individualismi. A quel punto sarà importante il lavoro sui compagni dello Zar: reggere quel famoso uno contro uno per evitare una quantità di aiuti e rotazioni tale da innescare tiri facili da fuori e schiacciate per i lunghi. E su quest’ultimo tema servirà il miglior Kaleb Tarczewski possibile, aiutato da qualche minuto di sostanza di Paul Biligha. 

Anche in attacco l’obiettivo si chiama Alexey Shved: attaccarlo in uno contro uno, con blocchi sulla e lontano dalla palla è dato fondamentale per non permettergli di riposarsi in fase difensiva. Per il resto, come sempre, l’Olimpia non potrà prescindere dall’avere una dimensione interna credibile. In assenza di Gudaitis, Luis Scola dovrà avere molti possessi in post-up contro avversari sicuramente più atletici, ma anche molto meno tecnici. Qui sarà poi l’argentino a dover leggere eventuali dialoghi con il secondo lungo o scarichi per mettere in ritmo Michael Roll e Vladimir Micov. Anche il pick and roll di Sergio Rodriguez, contro una difesa non sempre attenta, è un’arma da tenere sempre in considerazione, nel tentativo di trovare anche il movimento senza palla di Jeff Brooks e di un Aaron White che dà segnali di ripresa. Poi c’è Nedovic: con la pesante assenza di Della Valle il serbo è chiamato a essere la miglior versione di se stesso; non solo tiro da fuori, ma tante iniziative in uno contro uno. Sì Rodriguez e Scola, ma coach Messina si aspetta che, soprattutto in queste partite, la chiave della sua Olimpia si chiami Nemanja Nedovic.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi