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Euroleague preview: Olimpia Milano-Alba Berlino, vincere bis

di Andrea Ranieri

Appena cinque giorni fa, in occasione della partita contro il Bayern, si diceva che l’unica cosa che contava fosse la vittoria. Ecco, per l’Olimpia Milano, cinque giorni dopo non è cambiato assolutamente nulla. Al Forum arriva un altro dei fanalini di coda, l’Alba Berlino. Una squadra dal basso tasso di talento, ma che sa esaltarsi quando le cose girano bene. Olimpia Milano-Alba Berlino dovrà essere una partita “sporca, brutta e cattiva”, altrimenti c’è il rischio di crearsi futili pericoli.

Olimpia Milano-Alba Berlino: qui Olimpia

Diverse assenze per Ettore Messina: sempre ai box Jeff Brooks (in campo venerdì a Barcellona?) e Riccardo Moraschini, salterà il match Andrea Cinciarini, ancora alle prese con il risentimento al polpaccio; è invece da valutarsi prima della palla a due l’impiego di Paul Biligha, che ha problemi alla coscia destra. Recuperati Amedeo Della Valle e Arturas Gudaitis, ripresisi dall’influenza, ci sarà ovviamente Drew Crawford. L’Alba Berlino basa il proprio gioco principalmente sul perimetro e il tiro da tre punti, soluzioni che Milano dovrà togliere ai Tedeschi a ogni costo. Attenzione quindi al controllo di Peyton Siva, capace di pescare i propri tiratori in transizione: su di lui sarà fondamentale un forte lavoro di pressione per oscurargli le linee di passaggio e costringerlo più a giocare per sé che per gli altri. Una pressione perimetrale da tenere sempre alta contro una squadra che predilige il tiro da fuori alle soluzioni interne, sfruttando poi la maggiore fisicità di Arturas Gudaitis e Kaleb Tarczewski nel pitturato; le due torri dovranno essere brave a lavorare a rimbalzo contro gli atletici lunghi berlinesi. Il controllo dei rimbalzi è infatti vitale per dettare il ritmo della contesa.

Olimpia Milano-Alba Berlino: game time decision l'impiego di Paul Biligha

Olimpia Milano-Alba Berlino: game time decision l’impiego di Paul Biligha

La fase offensiva milanese dovrà essere quantomai ragionata. E’ infatti pericoloso alzare i ritmi contro una squadra che in campo aperto potrebbe scatenare i propri tiratori. Inoltre, quella dell’Alba Berlino, dopo il Khimki, è la seconda peggior difesa della competizione, è dunque vitale farla lavorare a lungo. Spazio in particolare all’uno contro uno, sia con il pallone sia senza. Le creazioni dal palleggio di Sergio Rodriguez, Nemanja Nedovic e Keifer Sykes, contro difensori approssimativi, sono la chiave per generare vantaggi e spazi per i tiri aperti di Michael Roll, Vladimir Micov, Amedeo Della Valle o i tagli al ferro di Arturas Gudaitis e Kaleb Tarczewski, anche in situazioni di pick and roll. Sarà utile anche utilizzare il lituano, insieme a Luis Scola, in situazioni di post-up, per sfruttare la maggiore tecnica rispetto agli atletici ma grezzi pari-ruolo avversari. Se “la pazienza è la virtù dei forti” stasera dovrà essere quella di un’Olimpia vincente.

Qui Alba Berlino

Un paio di assenze anche in casa Alba: non è una novità quella di Stefan Peno, out da inizio stagione per problemi al ginocchio, a lui si aggiunge anche l’ala Tim Schneider, alle prese con un infortunio alla schiena. L’Alba per stare in partita ha una sola speranza: quella di esaltarsi. Per far sì che questo succeda occorre tenere ritmi alti, che permettano a Peyton Siva di far correre il pallone e trovare tiri aperti e in ritmo per Marcus Eriksson, Rokas Giedraitis e Tyler Cavanaugh. Attaccare la difesa milanese schierata troppo spesso infatti, dati i pochi giocatori in grado di costruire dall’uno contro uno, risulta utopistico, con l’eccezione del talento di Luke Sikma, ala molto fisica con diverse armi nel proprio repertorio: sarà da cavalcare a giochi rotti.

Naturalmente per alzare i ritmi della gara è necessario controllare le carambole sotto i tabelloni, Fondamentale dunque il lavoro di Landry Nnoko e Kresimir Nikic nel fare tagliafuori e impedire che i lunghi milanesi prendano una posizione vantaggiosa a rimbalzo. Il primo problema è però costringere Milano a cattivi tiri e per fare questo occorre operare prima di tutto una scelta, ovvero risolvere l’annosa questione: proteggere l’area o il perimetro? Essendo Milano squadra che abbisogna di una solida dimensione interna per essere realmente efficace, la risposta pare scontata. Ma è una risposta che porta con sé una domanda: l’Alba Berlino ha la fisicità e l’attenzione difensiva per perseguire questa scelta? I dati, ad oggi, ci dicono di no, ma non per questo è scritto che non accadrà mai.

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