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Fenerbahce-Efes: una semifinale tra Storia e Destino

di Luigi Ercolani

Si sente dire spesso che l’Eurolega è la lega degli allenatori. Nulla di più vero, il peso della guida tecnica in una competizione così cerebrale e di alto livello non può che essere immenso. La semifinale Fenerbahce-Efes può essere buon segnale di quest’asserzione. Si affrontano due coach tra i migliori nel panorama continentale. Zeljko Obradovic va incontro alla Storia, a caccia della decima Eurolega vinta (ma andate sotto, non vogliamo dilungarci sui suoi infiniti meriti); Ergin Ataman, spesso sottovalutato, tornato nella sua alma mater, impatta finalmente il Destino che gli spetta, quello che lo ha lasciato interdetto dai tempi in cui guidò la Mens Sana fino alla sua prima Final Four ad inizio millennio, quello che ora potrebbe portarlo al riconoscimento che ha sempre meritato. Le chiavi tecniche di Fenerbahce-Efes sono qua, perché abbiamo la presunzione di entrare nella mente di due grandissimi, di addentrarci nei corsi della Storia e del Destino.

Fenerbahce-Efes: è arrivato il momento di vincere per Ergin Ataman?

Fenerbahce-Efes: è arrivato il momento di vincere per Ergin Ataman?

FENERBAHCE-EFES: I DUE ROSTER

Fenerbahce Istanbul

1 GREEN, ERICK G 1.90
3 TIRPANCI, ERGI G 2.00
4 MELLI, NICOLO F 2.05
5 HERSEK, BARIS F 2.08
10 MAHMUTOGLU, MELIH G 1.91
11 ENNIS, TYLER G 1.88
12 KALINIC, NIKOLA F 2.02
13 BIBEROVIC, TARIK F 2.01
16 SLOUKAS, KOSTAS G 1.90
18 ARNA, EGEHAN F 2.03
23 GUDURIC, MARKO G 1.96
24 VESELY, JAN C 2.13
32 GULER, SINAN G 1.92
35 MUHAMMED, ALI G 1.78
44 DUVERIOGLU, AHMET C 2.09
70 DATOME, LUIGI F 2.03
77 LAUVERGNE, JOFFREY C 2.11

Anadolu Efes Istanbul

0 LARKIN, SHANE G 1.82
1 BEAUBOIS, RODRIGUE G 1.95
2 KURTULDUM, MUSTAFA F 1.96
3 SAYBIR, YIGITCAN F 2.03
4 BALBAY, DOGUS G 1.85
6 BIRSEN, METECAN F 2.05
10 BITIM, ONURALP G 1.96
12 MOTUM, BROCK F 2.08
15 SANLI, SERTAC C 2.12
18 MOERMAN, ADRIEN F 2.02
19 TUNCER, BUGRAHAN G 1.93
21 PLEISS, TIBOR C 2.21
22 MICIC, VASILIJE G 1.96
23 ANDERSON, JAMES F 1.98
25 ILYASOGLU, OMERCAN G 1.95
42 DUNSTON, BRYANT C 2.03
44 SIMON, KRUNOSLAV G 1.97

QUI FENERBAHCE

Questo potrebbe essere il solito articolo, come ne sono stati pubblicati tanti altri e, verosimilmente, altrettanti ne saranno pubblicati, che si protrae in sperticate lodi su Obradovic, la sua mente difensiva, la sua abilità di far sputare sangue ai giocatori, la sua disciplina, la sua maniacale cura del lavoro e altri cliché più o meno assortiti, perché applicabili a quasi tutti i coach di pallacanestro che abbiano raggiunto un certo livello, che se no non sarebbero lì. Non lo sarà, semplicemente perché perdersi in banalità già lette è una presa in giro del lettore, soprattutto se non supportate da una conoscenza diretta dell’argomento. E la conoscenza diretta dell’argomento presupporrebbe avere accesso ad allenamenti, ufficio, colloqui individuali, riunioni tecniche di Zeljko, e ovviamente questo non è possibile per questioni di tempo, spazio e sacrosanta privacy delle squadre che ha allenato e allena. Interessante, questo sì, che di Obradovic sia stato detto Forse è l’unico vero erede di Nikolic da qualcuno che il Professore lo conobbe davvero, restandogli vicino per molto tempo. Il resto, che non ripeteremo per la stessa logica di non menare il can per l’aia al lettore, si trova in volumi, questi sì, approfonditi e documentati, primo fra tutti Vincere non basta di Sarunas Jasikevicius e Pietro Scibetta. Se poi si è ulteriormente curiosi, allora va scartabellato qualunque racconto fatto dalla massima autorità in materia di cesto jugoslavo, Sergio Tavçar.

Fenerbahce-Efes sarà l'ennesimo trionfo della carriera di Obradovic?

Fenerbahce-Efes sarà l’ennesimo trionfo della carriera di Obradovic?

Finito qui? No, perché qualche considerazione si può ancora fare. Prima fra tutte il paradosso di questo Fenerbahce: ha iniziato la stagione con la polisportiva immersa nei debiti a causa di un attacco speculativo internazionale alla lira turca: erano undici milioni alla fine del luglio 2018, quindici a metà gennaio, secondo quanto riportato ai media in un’intervista del presidente del club. Una situazione che nel migliore di casi lascia perplessi, vista l’ennesima Final Four raggiunta dai turchi. Un paradosso che investe anche un’altra delle partecipanti al gran ballo di Vitoria, anzi, quella che teoricamente giocherebbe in casa, se non fosse che nei Paesi Baschi la Castiglia viene sempre guardata con diffidenza: chiaramente il riferimento è al Real Madrid. A quel punto sorge spontanea una domanda: dove si ferma il confine dell’istituzione polisportiva che può coprire un disavanzo di una delle proprie sezioni e dove inizia la concorrenza falsata tra squadre della stessa disciplina sportiva? Una risposta è troppo complicata da trovare e, anche, forse troppo spinosa.

Meglio guardare al lato tecnico, pur dipendente da quello economico, e lì come sempre l’armata ottomana ha marciato a ritmo serrato. Questo anzitutto perché il Fener è una squadra che bilancia abbastanza bene l’esecuzione da dentro l’area con quella da fuori, e in quest’ultima comunque ci sono sempre un paio di uomini che si gettano a rimbalzo offensivo. Dixon e Mahmutoglu sono due tiratori letali, specie se azionati con quel meccanismo di passaggi fuori-dentro-fuori con circolazione rapida della sfera e tiro nel momento in cui sono andati fuori sincro gli automatismi difensivi. È tuttavia il reparto lunghi l’ago della bilancia del Fener. I tagli lungo la linea di fondo e l’esplosività in area di Guduric, Vesely (la cui presenza è messa in dubbio dalle condizioni fisiche) è ottimo a bloccare così come nel partire lui stesso fronte a canestro, Melli è tiratore preciso e mobile, e pensarli tutti attivati da Sloukas o in grado di attirare marcature per lasciare campo libero a Kalinic (anch’egli in forte dubbio) dà l’idea della profondità di risorse del Fenerbahce.

Tra le assenze certe di Fenerbahce-Efes spicca quella del "nostro" Gigi Datome

Tra le assenze certe di Fenerbahce-Efes spicca quella del “nostro” Gigi Datome

QUI EFES

Se Ataman ha portato l’Efes fino in fondo il motivo è semplice: ha dato alla propria squadra una chiara fisionomia e non l’ha mai rinnegata. Nel contesto di una Final Four può parere strano, ma la quarta forza della stagione regolare proverà a vincere la partita in attacco, forte di una quantità di talento che ha pochi eguali nella competizione. Tutto partirà dagli esterni, responsabili di un ritmo che dovrà essere sempre alto per contrastare la fisicità del Fener ed evidenziarne le rotazioni accorciate da assenze pesanti. Re della fase offensiva sarà il folletto Shane Larkin, dominatore contro il Barcellona, che andrà a formare un asse letale con Bryan Dunston, atteso ad avere più spazi in area se davvero, oltre Lauvergne, venisse a mancare anche Vesely. Contro i cambi sistematici di Obradovic l’uno contro uno potrebbe fare la differenza e in questo Larkin, con Rodrigue Beaubois, è maestro. Attaccare l’area dei tre secondi sarà necessario anche per creare spazio sul perimetro a tiratori del calibro di Krunoslav Simon e James Anderson. In contumacia Larkin sarà Vasilije Micic a creare per sé ma soprattutto per gli altri, aiutato da Adrien Moerman, fonte di gioco sugli scarichi ma anche spalle a canestro. Infine, la presenza di Pleiss sarà fondamentale per mettere pressione al risicato reparto lunghi avversario.

Fenerbahce-Efes: riuscirà Shane Larkin ad essere fattore?

Fenerbahce-Efes: riuscirà Shane Larkin ad essere fattore?

In difesa sarà necessario nascondere la maggiore fisicità del Fenerbahce, che ama costruire vantaggio dai mismatch vicino al pitturato. La politica del cambio difensivo non è molto gradita alle caratteristiche di difensori scadenti come Larkin o Simon; spazio allora all’uso dello show difensivo e del raddoppio con Moerman e Dunston, sfruttando anche le capacità di difensori invece di alto livello come Micic e anche Beaubois, soprattutto contro il genio di Dixon e Sloukas, che creeranno per gli altri, ma non devono entrare in partita facendo canestro. Con Pleiss la scelta obbligata potrebbe essere quella del contenimento, ma se Vesely non giocasse non è da escludersi anche qui la via dello show: le leve lunghe del tedesco oscurerebbero le linee di passaggio e il rischio su Duverioglu sarebbe ben calcolato. Il cambio difensivo potrebbe essere considerato solo nel caso di quintetti piccoli, con Melli da centro, soluzione che Obradovic non ama, ma potrebbe dover utilizzare, forse per larghi tratti del match.

Sulla carta, per Storia ed esperienza, la truppa di Obradovic parte favorita. Ma, se alle assenze di Datome e Lauvergne si sommassero le defezioni di Vesely e Kalinic, allora il rischio di cozzare contro il Destino di Ataman e dell’Efes si farebbe decisamente concreto. I giochi sono molto aperti.

Per NbaPassion.com,

Luigi Ercolani & Andrea Ranieri

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