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Olimpia Milano: pagelle di una stagione (conclusa?)

di Andrea Ranieri

E’ indubbiamente un momento difficile per parlare di pallacanestro in genere, italiana in particolare. Noi pensiamo però che sia una bella maniera continuare a farlo per gli appassionati di basket nostrano costretti a casa o bisognosi di uno svago. Non sappiamo cosa sarà di questa stagione, sempre più vicina a concludersi senza verdetti, e allora nel dubbio, intraprendiamo un percorso sull’Olimpia Milano: i voti da assegnare a chi è stato; i volti di chi è stato e non sarà più, così come quelli di chi è stato e sarà ancora; infine, uno sguardo, fatto di ipotesi e suggestioni, sui volti di chi sarà, o meglio, potrà essere.

Olimpia Milano: le pagelle 2019/2020

Sergio Rodriguez, voto 6.5: Fin da inizio stagione si propone come la guida tecnica dell’Olimpia Milano, smazzando assist per i compagni e segnando canestri risolutivi nei momenti importanti. Non mostra neanche eccessive carenze difensive. Con l’andare della stagione, forse la stanchezza e la mancanza di un backup solido generano un drastico calo del livello delle prestazioni, che incide pesantemente sul rendimento del team. Termometro.

Michael Roll, voto 5.5: Paradossalmente il meglio che offre alla causa sono alcune notevoli prestazioni difensive in marcatura su esterni di talento europeo. Il tiro da fuori, ciò che gli si chiedeva in attacco, va e viene, non risultando mai una garanzia o un mezzo sicuro per aprire le difese avversarie. Come tiratore puro non vale l’ex Dairis Bertans. Rivedibile.

Vladimir Micov, voto 7: Al netto di alcune pause difensive, soprattutto nei momenti di maggiore appannamento, anche quest’anno è stata una delle guide della squadra. Spesso ha risolto azioni complicate con canestri tirati fuori dal cilindro e in attacco raramente è mancato il suo apporto. In difesa Messina ne ha potuto apprezzare l’intelligenza sulle linee di passaggio. Però non si può pensare a un’altra annata sulle spalle di un 35enne. Highlander.

Jeff Brooks, voto 5: Dr. Jeff e Mr. Brooks. L’inizio di stagione promette molto bene per l’italiano naturalizzato, con una crescita notevole anche al tiro perimetrale, che permette a Messina di utilizzarlo anche come ala piccola. Poi l’infortunio e un’involuzione clamorosa: non essendo più un fattore in difesa, perde fiducia in attacco. La penultima partita giocata, contro il Real, lo vede restare in panca per quaranta minuti. Si è messo a rischio per il futuro prossimo. Irriconoscibile.

Kaleb Tarczewski, voto 7.5: La nota più positiva per l’Olimpia. La partenza risulta difficile, costellata dai soliti problemi di falli e dalla dozzinalità dei fondamentali offensivi con palla. Poi un cambio di rotta: in difesa diventa un importante fattore. Senza più spendere falli stupidamente, diventa uno dei migliori lunghi d’Eurolega per capacità di lavorare in aiuto. E in attacco iniziano a intravedersi prese di posizione con lettura, uso dei perni, del tabellone e di entrambe le mani. Il più migliorato.

Olimpia Milano: Kaleb Tarczewski è il giocatore più migliorato della stagione

Olimpia Milano: Kaleb Tarczewski è il giocatore più migliorato della stagione

Shelvin Mack, voto 4: Doveva essere il classico playmaker di riserva alla Messina: solidità massima in difesa, ordine in attacco. Se in difesa lo si è visto solo a sprazzi, in attacco non si è vista l’ombra di idee migliori rispetto a buttarsi dentro aree intasate facendo a sportellate. Le mani sono quadrate. Una scommessa persa. Fallimentare.

Keifer Sykes, voto 6: Pur nel contesto di evidenti difficoltà di adattamento a un livello superiore, fa intravedere lampi di talento in attacco, dove usa con intelligenza il perimetro e il mid-range. E’ più realizzatore che regista. In difesa mette un’energia pazzesca, ma forse la taglia fisica è troppo penalizzante. Non sarà un pezzo per il futuro, ma per lui l’esperienza è stata importante. Apprezzabile.

Andrea Cinciarini, voto 6: Viene utilizzato molto poco, soprattutto in Eurolega, dove gli capita di essere anche fuori dai dodici. Quando è chiamato in causa, tuttavia, non fa mai mancare il proprio apporto a livello difensivo e di intensità. Poi in attacco, onestamente, anche solo in campionato serve altro. Disponibile. 

Nemanja Nedovic, voto 5.5: Gioca, in percentuale, più dello scorso anno, ma gli infortuni restano ancora un grosso problema. In difesa fatica a carburare. In attacco produce alcune fiammate risolutive nel corso della stagione, che mostrano quanto sarebbe servito alla causa. Anche quando è sano le prestazioni sono altalenanti, troppo per uno che doveva essere l’X-Factor della squadra. Con la costanza delle esperienze pre-Milano è tra i più forti d’Europa nel ruolo, ma conta il presente. E quel presente è infausto. Inaffidabile. 

All'Olimpia è mancato l'apporto di Nemanja Nedovic

All’Olimpia è mancato l’apporto di Nemanja Nedovic

Amedeo Della Valle, voto 6: Non si può certo dire che la costanza abbia contraddistinto la sua stagione, ma i periodi migliori fanno ben sperare. Messina gli dà fiducia solo quando la merita. Lui mostra di poter essere di aiuto in Eurolega, soprattutto in casa, con evidenti miglioramenti soprattutto in difesa, dove a volte viene speso persino come agente speciale. Con Messina può crescere e trovare continuità. Non sono mancate prove incolore, ma bisogna ripartire dagli spiragli positivi. C’è speranza. 

Riccardo Moraschini, voto 7: Fa chiaramente fatica all’inizio, quando è bersaglio di diverse strigliate del suo coach, ma poi migliora. La sua fisicità gli permette di fare l’ala anche a livello europeo, rendendolo affidabile anche difensivamente. Sta migliorando molto nelle letture offensive, ora serve che quel tiro da tre punti diventi più affidabile. Sicuramente con Messina sta imparando tanto. In ascesa. 

Drew Crawford, s.v.: Non gioca abbastanza per dargli una valutazione, ma fa vedere che, almeno in difesa, è una carta spendibile per minuti di intensità. Urgono miglioramenti al tiro. Da rivalutare.

Aaron White, voto 3: Semplicemente incapace di adattarsi a un ambiente ricco di pressioni come quello milanese. Eppure veniva da un’esperienza con un coach duro come Sarunas Jasikevicius. Forse ha perso tempo a cercare scuse, anziché soluzioni. Imbarazzante. 

Luis Scola, voto 5.5: Nella prima parte di stagione risolve anche diversi match, portando una certa dimensione interna in attacco. Poi iniziano a pesare i quarant’anni e a risentirne è soprattutto la difesa. Stava infatti perdendo spazio con la crescita della retroguardia meneghina. D’altronde un giocatore di quell’esperienza non dovrebbe saltare su ogni singola finta di tiro. Quel che poteva. 

Christian Burns s.v.: Poco impiegato in Europa, ma anche in Italia. Al passo d’addio. 

Arturas Gudaitis, voto 5: Al rientro dal grave infortunio sembra poter tornare subito il giocatore che conoscevamo. Poi quell’infortunio al polso pare spaventarlo. Si stava riprendendo ultimamente, ma a lungo ha dato l’impressione di avere paura, perdendo efficacia in difesa ed esplosività in attacco. Se questo è Arturas Gudaitis, è giusto puntare sull’ascendente Kaleb Tarczewski. Delusione. 

Paul Biligha, voto 5.5: Dimostra di poter essere un fattore difensivo anche a livello di Eurolega. Il problema è: con quel fisico deve diventare un “quattro”, ma non sta riuscendo a costruirsi un tiro affidabile almeno dalla media distanza. O capisce questo o l’esperienza milanese è destinata a non durare, Messina ha già lanciato il segnale. Avvertito. 

Ettore Messina, voto 5.5: Le gesta migliori sono indubbiamente i miglioramenti esponenziali di Tarczewski e Moraschini, oltre che una leggere crescita di Della Valle. A questo si aggiunge il merito di aver quantomeno gettato le basi per una solida difesa a metà campo. A penalizzarlo sono gli errori in sede di mercato estivo, che hanno reso la squadra più corta del previsto. Ora questa estate dovrebbe portare in dote la vera Olimpia di Ettore Messina. Restate connessi e lo saprete. Paziente. 

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